GESTO SHOCK

L'Europarlamentare pavese Angelo Ciocca sventola un cappio a Lagarde: "Cittadini strangolati dall'aumento dei tassi"

L'esponente della Lega lo ha mostrato in aula al Parlamento Europeo durante il dibattito con la presidente della Bce

L'Europarlamentare pavese Angelo Ciocca sventola un cappio a Lagarde: "Cittadini strangolati dall'aumento dei tassi"
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Un cappio sventolato davanti alla faccia della presidente della Bce, Christine Lagarde. Il gesto dell'Europarlamentare pavese della Lega Angelo Ciocca in aula al Parlamento Europeo.

Cappio sventolato a Lagarde

"Questo cappio è il simbolo delle politiche criminali che avete messo in atto in questi anni. Politiche che, proprio come questo cappio, hanno strozzato famiglie e imprese".

Ha esordito così l'Eurodeputato pavese della Lega Angelo Ciocca mostrando un cappio in Aula a Strasburgo durante il dibattito con la presidente della Bce, Christine Lagarde.

"Negli ultimi anni gli italiani hanno visto triplicare il costo dei loro mutui passati da 300 a 900 euro", ha proseguito.

"Chiedo alla Presidente il perché di questi aumenti pregandola però di non ricorrere alla solita scusa dell’inflazione che ormai tutti abbiamo capito esser stata causata non dall’aumento della domanda, ma dalla carenza di forniture ridotte proprio a causa delle politiche europee. Secondo lei Presidente chi si è davvero arricchito e chi invece è rimasto strozzato da questi aumenti?

Il mio intervento non è solo una denuncia, ma anche un invito ad agire. I cittadini sono stanchi, l’Europa che vogliono lavora per sostenerli e proteggerli, non per strangolarli.”

Il mattone e non solo...

Lo scorso mese di luglio, sempre contro gli aumenti dei mutui e le scelte della Bce, Angelo Ciocca, aveva portato in Aula al Parlamento Europeo un mattone.

L'Eurodeputato e il mattone mostrato al Parlamento Europeo

"Un mattone al Parlamento europeo contro l’aumento dei mutui causato dalle folli decisioni della Banca Centrale Europea. Non è pensabile che, a causa delle scelte della Lagarde di rialzare costantemente i tassi d’interesse per contrastare una inflazione, che in Ue è dovuta principalmente dall'incremento dei prezzi dell'energia e delle materie prime, a rimetterci siano milioni di cittadini, lavoratori e famiglie italiane", aveva dichiarato.

Ma l'Eurodeputato della Lega non è certo nuovo a gesti eclatanti al Parlamento Europeo. Come non ricordare quando nell'ottobre del 2018, calpestò con una scarpa le carte dell'ex commissario Ue per gli Affari economici, Pierre Moscovici.

 

La scarpa brandita da Ciocca al Parlamento Europeo

Nel 2019 poi buttò a terra, in Aula, una scatola di cioccolatini turchi per protestare contro la politica dell’Ue nei confronti di Ankara.

"Durante la scorsa plenaria ho incontrato proprio qui a Strasburgo il Rappresentante permanente della Turchia in Europa e altri deputati turchi. Al termine dell’incontro gli stessi dispensavano agli Eurodeputati cioccolato per convincere il Parlamento europeo ad autorizzare l’ingresso della Turchia in Europa chiedendo altri miliardi.

Due settimane dopo però gli stessi turchi non regalano più cioccolato, ma lanciano, sulla testa dei civili in Siria, bombe e missili condannando a morte innocenti tra cui molti bambini."

Così aveva commentato l'operazione militare turca nel nord-est della Siria.

Il cioccolato turco dato in regalo agli Eurodeputati

A maggio del 2023, infine, l’eurodeputato ha brandito una busta di insalata in Aula, sostenendo che non si salva il pianeta vietando l’uso delle buste di plastica, riferendosi al regolamento imballaggi.

“Ben venga qualsiasi dibattito al fine di tenere alta l’attenzione e proteggere le donne dal dramma delle violenze fisiche, sessuali e psicologiche, ma bisogna essere rapidi. Un’unione europea che impiega dodici anni per ratificare la Convenzione di Istanbul non è credibile, così come non lo è il fatto che quella stessa convenzione che dovrebbe proteggere milioni di donne porta il nome di città di un Paese, quello turco, che non rispetta di certo le donne e che qualcuno vorrebbe ancora all’interno dell’Unione europea.

Forse, invece di preoccuparsi della lunghezza delle zucchine, della farina di insetti o delle buste dell’insalata, dovrebbe preoccuparsi del fatto che forse servirebbe una seconda convenzione, magari a Milano, a Torino o a Genova, città sicuramene più rispettose di Istanbul”, aveva detto.

La busta di insalata sventolata in Parlamento Europeo
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