Come ampiamente previsto, dagli atti depositati sulla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco stanno mano a mano emergendo altre sorprese.
Dopo l’intercettazione in cui, secondo la difesa, Andrea Sempio stava “scimmiottando” una tesi sull’omicidio sentita in un podcast, oggi, venerdì 8 maggio 2026, ne è spuntata un’altra che apparentemente avrebbe un peso anche maggiore, secondo gli inquirenti.
Se in quella uscita ieri l’indagato, per i pm, ammetteva d’aver visto i video intimi di Chiara e Alberto, d’aver chiamato la ragazza e di aver ricevuto un netto rifiuto a un tentativo d’approccio, nell’intercettazione trapelata oggi l’amico del fratello della vittima ammetterebbe addirittura di essersi trovato sulla scena del delitto.
Garlasco, altra intercettazione in auto di Sempio
Ora, c’è un punto cruciale ancora non chiaro: gli audio di queste intercettazioni esistono ancora, oppure sono rimaste solo trascrizioni?
A seconda, la faccenda cambierebbe sensibilmente, perché un conto è ascoltare tono, pause, inflessione e contesto, un conto immaginare un dialogo (seppur di Sempio con se stesso) basandosi solo sul brogliaccio zoppicante trascritto dai carabinieri.
L’intercettazione salita agli onori delle cronache nelle ultime ore è infatti di difficile comprensione:
“Dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per (incomprensibile) perché ancor prima han detto… loro han detto che l’hanno (incomprensibile) sulla destra, han (incomprensibile) il sangue, ed hanno inc… proprio sulla destra per stare attento… perché c’era il sangue, e gli han detto ‘no…’. Lui (riferendosi a Stasi) dice di non aver (incomprensibile) con i piedi… eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue’ e allora non c’era tutto quel sangue e va beh allora non c’era tutto quel… quando sono andato io… il sangue c’era… e allora… debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie… ha evitato le macchie’… e gli han detto ‘no stronzata… stronzata…’ e allora ‘era d’estate ma era secco…’ va beh questo ci può stare… e da li stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco…”.
Ovviamente l’attenzione si focalizza su quel “quando sono andato io… il sangue c’era…“. Sempio stava nuovamente immaginando una scena, immedesimandosi nei panni di Stasi? O ipotizzando un suo possibile punto di vista sul tema? Oppure è stato sulla scena del delitto?
Forse non lo sapremo mai fino in fondo, anche potendo sentire la registrazione originale del soliloquio, effettuata alle 10.30 del mattino del 12 maggio 2025, un mese dopo quella del 14 aprile in cui scimmiottava anche la voce di Chiara Poggi, sempre mentre si trovava alla guida della sua Panda.

Sempio si è tradito o recitava?
Probabilmente ne pioveranno altre, di intercettazioni, ma una considerazione viene spontanea: se le due prove principali emerse fin qui sono registrazioni effettuate uno e due mesi dopo che il can can mediatico attorno a Sempio era già ampiamente partito, l’impressione è che questa nuova indagine si sia formata in corso d’opera, insomma l’indagato inizialmente era tutt’altro che a fuoco nel mirino.
Ma un corollario è anche il fatto che è difficile sapere fino in fondo se Sempio possa essersi “tradito” o, consapevole di poter essere intercettato, abbia continuato a “recitare” più o meno volontariamente a beneficio degli investigatori.
Anche qui probabilmente non lo sapremo mai.
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Semmai c’è un altro elemento controverso emerso dalle carte ancora da capire.
Un passaggio in cui gli investigatori parlano di un momento oscuro precedente il delitto (non è chiaro quanto prima) della vita di Sempio in cui avrebbe dato soldi a un’amica, o forse addirittura due, per farsi inviare foto intime e poi arrivare addirittura ai ferri corti con loro, non è chiaro come e perché. Un precedente tutto da confermare e inquadrare, ma che getterebbe ombre lunghe sia sul suo modo di relazionarsi che rispetto all’utilizzo di un certo tipo di materiale.
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