TESI OPPOSTA

Garlasco intercettazione, Taccia: “Sempio non è un babbione, stava scimmiottando”

Secondo i legali dell'indagato, l'audio non prova nulla, anche perché sapeva di essere intercettato

Garlasco intercettazione, Taccia: “Sempio non è un babbione, stava scimmiottando”

C’è una plausibile spiegazione anche per l’intercettazione “bomba” sganciata ieri, mercoledì 6 maggio 2026, dal pool del Procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone, secondo la difesa di Andrea Sempio.

Parliamo dell’audio in cui l’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco ammetterebbe di aver visto uno dei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi (contenuti nel pc di lei), di aver chiamato Chiara e tentato un approccio, di aver ricevuto un netto rifiuto dalla ragazza (“Con te non ci voglio parlare”, avrebbe detto la vittima).

Chiara Poggi e Alberto Stasi

“Sempio non è un babbione, stava scimmiottando”

Un audio che però nessuno ha ancora sentito: a Sempio e i suoi avvocati, così come a Marco Poggi, sarebbe stata mostrata una trascrizione sintetica.

Ma proprio il “tono” conterebbe molto, secondo i legali di Sempio.

La registrazione è datata 14 aprile 2025, un mese prima Sempio aveva saputo di essere nuovamente indagato, per la terza volta.

Secondo Angela Taccia e Liborio Cataliotti, l’audio non prova nulla, anche perché Sempio sapeva di essere intercettato.

Taccia, Sempio, Cataliotti

Di più, in realtà il significato di quelle parole catturate da una cimice nell’auto dell’indagato, sarebbe opposto rispetto a quello letterale.

Sempio non è un babbione, stava scimmiottando la tesi che aveva sentito durante un dibattito televisivo“, ha spiegato Angela Taccia.

E in effetti per quel che si sa, in quell’audio Sempio imita anche voci femminili, storpia il timbro, scenario non incompatibile con l’interpretazione di una scena immaginaria.

La Procura è invece convinta che quella fosse un’ammissione a se stesso, cruciale perché stabilirebbe un contatto diretto fra lui Chiara Poggi, sempre negato.

Elementi pro ed elementi contro

Un elemento rafforzerebbe la tesi della Procura di Pavia: il fatto che Sempio, anche ammesso che stesse “scimiottando”, parla della presenza dei video intimi di Chiara e Alberto su una pendrive usb, dettaglio che in quel momento, un anno fa, era conosciuto solo da poche persone.

Il procuratore Napoleone

Ma rivediamo alcuni passaggi trapelati della trascrizione dell’intercettazione (ammesso che siano precisi):

Lei ha detto.. “non ci voglio parlare con te” (imita la sua voce, ndr).

Era tipo io gli ho detto “riusciamo a vederci?”

Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, caz…o.

Lei dice “non l’ho più trovato” il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video

Anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un caz…

Frasi non lineari e un po’ farfugliate, difficili da comprendere, a maggior ragione in forma scritta.

La rilettura della difesa è che Sempio stesse recitando, proprio perché dice di non aver visto mai Chiara Poggi così dura, quindi apparentemente criticando la ricostruzione di qualche opinionista televisivo, aggiungendo, per smontare quella tesi ,che fra i due non vi fosse  interesse reciproco.

Rispetto alla tesi della Procura sul presunto movente sessuale, inoltre, striderebbe un dettaglio: l’assenza di qualsiasi aggressione sessuale prima dell’azione omicidiaria.

Per contro, la Procura porrebbe l’accento invece su un altro dettaglio inedito, e qui passiamo nel campo delle indagini informatiche: ovvero ricerche sul Web sul caso Garlasco, su Stasi, sulle varie fasi processuali e soprattutto sul DNA trovato sulle mani di Chiara che Sempio effettuò tra il 2014 e il 2015, periodo in cui non era indagato e il suo nome non era mai emerso nelle indagini e tantomeno al grande pubblico.

Ci sarebbe infine una ricerca, ritrovata dalle analisi su un hard disk sequestrato dai carabinieri di Milano a casa sua, che riguarda DNA mitocondriale, in coincidenza con le analisi svolte durante il processo di appello bis a Stasi. Semplice curiosità? Secondo i pm no.

Da ultimo c’è un’altra indiscrezione secondo cui durante l’interrogatorio di martedì a Milano delle gemelle Cappa, Stefania avrebbe detto (ma il condizionale è d’obbligo) che nella compagnia dei diciannovenni era risaputa l’esistenza dei video intimi di Chiara e Alberto, dettaglio che cozzerebbe con le dichiarazioni di Sempio e dell’amico Marco Poggi, che hanno ribadito di non averli mai visti.

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