VERSO IL PROCESSO

Garlasco, finalmente il movente: “Avances sessuali di Sempio rifiutate da Chiara Poggi”, secondo la Procura

Tutto sarebbe partito dalla visione dei video intimi di Chiara e Alberto da parte del nuovo indagato

Garlasco, finalmente il movente: “Avances sessuali di Sempio rifiutate da Chiara Poggi”, secondo la Procura

Quali sono gli assi nella manica della Procura di Pavia contro Andrea Sempio? E’ la domanda del momento e qualche risposta, seppur indirettamente, comincia a far capolino.

Garlasco, verso il processo contro Sempio

Soprattutto dalle carte relative alla convocazione in Procura a Pavia, fissata per mercoledì 6 maggio, dell’ormai unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.

Ormai unico perché nella convocazione è sparito l’omicidio in concorso: secondo gli inquirenti Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi da solo. E lo avrebbe fatto al posto di Alberto Stasi, per il quale il pool guidato da Fabio Napoleone ha chiesto la revisione della condanna (scontati già dieci su sedici anni).

Se come probabile Sempio finirà a processo, lo farà per una serie di indizi che gli investigatori ritengono concordanti.

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Sempio nel 2007 in via Pascoli il giorno del delitto

Finalmente il movente: “Avances sessuali rifiutate”

Ma la novità, dalle carte, è che finalmente si intuisce quale sia secondo la Procura il movente che avrebbe spinto Sempio a uccidere.

Ovvero il rifiuto di Chiara Poggi rispetto a un’avance sessuale.

Sempio, dopo aver visto un video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi custodito nel pc di lei (forse insieme al fratello Marco Poggi, forse anche con altri amici) si sarebbe invaghito della ragazza, di sette anni più grande, fino a farla diventare un’ossessione. Le tre telefonate a casa Poggi mentre l’amico Marco era in montagna coi genitori si spiegherebbero in questo quadro: in realtà cercava la sorella.

Si legge tutto nell’avviso di garanzia firmato dai pm Stefano Civardi, Giuliana Rizza e Valentina De Stefano.

Alberto Stasi e Chiara Poggi

Aggravanti della crudeltà e dei futili motivi

Non solo: Sempio avrebbe agito con l’aggravante della crudeltà (efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto), “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale“:

“Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra. Quindi, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina. E dopo che la ventiseienne provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi sempre alla testa facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi, ancora alla nuca, cagionando a Chiara Poggi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”.

La scena del delitto

Com’è giunta la Procura a questa conclusione

Insomma, eccolo qui il famoso movente.

Possibile, ma come provarlo? L’avviso di garanzia ovviamente ancora non lo dice.

Ma a logica l’asso nella manica potrebbe essere “vestito” da due elementi:

  • o i periti informatici hanno trovato qualcosa di concreto nel pc di Chiara, qualcosa sfuggito per 18 anni, che confermerebbe l’ossesione di Sempio per Chiara
  • oppure è stato Marco Poggi a rivelare che Sempio aveva visto il video intimo di Chiara e Alberto e da lì gli inquirenti hanno costruito la loro ipotesi

Potrebbe bastare? Per un rinvio a giudizio probabilmente sì, per una condanna forse, quel che è certo è che si prospetta un processo indiziario lungo e combattutissimo, nel quale le parti si daranno battaglia su ogni singolo punto.

Compagna e Tizzoni

Intanto, gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno definito la ricostruzione della Procura “un’ipotesi irreale, che sembra costruita a tavolino senza tener conto dei dati già noti”.

Dello stesso avviso anche l’ex avvocato di Sempio, Massimo Lovati:

“Un’ipotesi assurda quanto banale. Non sta in piedi. Non si conoscevano neanche e non c’è un fatto concreto che lo dimostri. Ad Andrea direi di stare tranquillo, verrà prosciolto. Mercoledì gli suggerirei di non andare, per protesta contro questa strategia sleale della procura, che mette in atto un tentativo estremo di fargli confessare quaclosa”.

Corona e Lovati