Nuova inchiesta sul delitto di Garlasco: dopo l’attesa “discovery” ferve la lettura delle 309 pagine degli atti dell’indagine contro Andrea Sempio finalmente depositati dalla Procura di Pavia.
Nell’attesa del rinvio a giudizio (e della relativa decisione del gup) e del procedimento di revisione per la condanna di Alberto Stasi (qui sarà invece la Procura generale di Milano a decidere se inviare il tutto a Brescia), i fronti sono in una fase di stallo.
Da un lato la Procura si fa forte in particolare di due intercettazioni ambientali carpite un anno fa circa nella macchina dell’indagato (LEGGI: La Procura riscrive il delitto di Garlasco: Sempio in fuga dal retro e va a casa della nonna), dall’altro la difesa di Sempio ritiene spiegabilissime entrambe le contestazioni:
- quando Sempio dice “quando sono andato io… il sangue c’era” in realtà si stava mettendo nei panni di Stasi ricostruendo il suo passaggio sulla scena del delitto.
- quando Sempio dice “Lei ha detto non ci voglio parlare con te. Lei mi ha messo giù il telefono” in realtà stava scimmiottando la tesi che aveva sentito durante un dibattito televisivo.
Garlasco: la Procura ha intercettato anche i genitori di Chiara Poggi
Intanto, dalle carte emerge anche un altro elemento inatteso: la Procura ha intercettato anche i genitori di Chiara Poggi, Giuseppe Poggi e Rita Preda.
La tesi è pesantissima: secondo gli inquirenti, nelle intercettazioni ci sarebbe una commistione tra la versione dei genitori e del fratello di Chiara e quella di Sempio.
E la famiglia della vittima reagisce contro gli inquirenti:
“Noi intercettati, anche se parte lesa”.
Ancor più dura la reazione dei legali Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna, che accusano la Procura di Pavia di aver intercettato i loro assistiti per l’incredibile colpa di aver partecipato attivamente a un processo penale che si è concluso.
Ricordano la condanna irrevocabile di Stasi e aggiungono che gli esiti dell’indagine sono stati diffusi impropriamente in spregio a tutte le norme penali.
Ieri sera, venerdì 8 maggio 2026, durante la trasmissione Quarto Grado, Andrea Sempio ha inviato un messaggio in cui esprime vicinanza alla famiglia:
“Io questo fatto atroce non l’ho commesso”.