POLITICA

Terremoto Lega a Pavia: Salvini azzera i vertici provinciali, Centinaio nominato commissario

Dopo il disastro elettorale di Vigevano e il caso dei candidati islamici, il segretario regionale Romeo revoca Vignati

Terremoto Lega a Pavia: Salvini azzera i vertici provinciali, Centinaio nominato commissario

La Lega ha commissariato la segreteria provinciale di Pavia dopo il risultato delle Comunali, in particolare per il crollo del centrodestra a Vigevano e le polemiche sulla composizione delle liste. Al posto del segretario provinciale è stato nominato commissario Gian Marco Centinaio, con lo scioglimento degli organi direttivi locali e una riorganizzazione immediata del partito.

Terremoto Lega a Pavia

La scure della Lega si abbatte sulla provincia di Pavia all’indomani di un turno di elezioni comunali che, per il Carroccio, si è trasformato in un problema politico e d’immagine. Con un provvedimento d’urgenza firmato dal segretario della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, il partito ha rimosso il segretario provinciale Jacopo Vignati (in carica dal 2022), sciolto il consiglio direttivo e affidato la guida della federazione a un commissario di assoluto peso specifico: Gian Marco Centinaio (foto di copertina), pavese doc e vicepresidente del Senato. Un segnale di forza perentorio, arrivato direttamente dai vertici nazionali guidati da Matteo Salvini, per arginare un’emorragia di voti e credibilità.

Massimiliano Romeo

Il crollo di Vigevano

A far saltare il banco è stata la gestione delle elezioni a Vigevano, considerata una roccaforte strategica. Qui il candidato ufficiale della Lega (sostenuto anche da Fratelli d’Italia), Riccardo Ghia, non è riuscito nemmeno ad accedere al ballottaggio. Il responso delle urne è stato impietoso, schiacciato tra due fuochi: da una parte il sorpasso del candidato civico Paolo Previde Massara, dall’altra l’exploit al 14% di Furio Suvilla. Quest’ultimo, sostenuto apertamente dall’eurodeputato Roberto Vannacci ed espressione della lista “Vigevano Futura“, ha intercettato gran parte del tradizionale elettorato del Carroccio, portando con sé molti ex esponenti della Lega in aperta rottura con la linea provinciale.

Il caso dei candidati islamici

Se il risultato numerico è stato fallimentare, il danno d’immagine a livello nazionale era già esploso durante la campagna elettorale. Nella lista ufficiale della Lega a sostegno di Ghia erano stati inseriti due candidati di fede islamica. La polemica è divampata quando sono emersi i loro post sui canali social: volantini e messaggi inneggianti ad Allah e all’uso del velo islamico. Una sbandata ideologica intollerabile per la narrativa storica del partito di Matteo Salvini, che infatti aveva immediatamente preso le distanze dichiarando: “Non rappresentano la Lega, chi li ha candidati ha commesso un grave errore”.

Matteo Salvini

La strategia iniziale dei vertici – dettata da Massimiliano Romeo – era stata quella di congelare il caso fino alla chiusura delle urne per non compromettere ulteriormente la coalizione: “Ognuno si prenderà le proprie responsabilità dopo il voto”, aveva promesso. Quel momento è arrivato.

La nota della Lega

La nota ufficiale con cui la Lega Lombarda ha sancito il commissariamento non usa diplomazie e fotografa un clima di scontro totale. Nel testo si legge che le scelte politiche sulla composizione della lista di Vigevano hanno prodotto “effetti lesivi per l’immagine del Movimento, arrecando un evidente danno politico all’azione della Lega, con ripercussioni non circoscritte al solo ambito locale, ma estese al livello regionale e nazionale”.

La colpa attribuita alla segreteria uscente di Jacopo Vignati è netta: la lista è stata redatta con “imperizia, superficialità e in totale contrasto con la linea politica del movimento”. Lo statuto del partito (Articolo 6, comma 2) prevede infatti che le candidature nei Comuni non capoluogo debbano essere vagliate e approvate dalla sezione provinciale. Alla dirigenza pavese viene quindi contestata una totale e colpevole mancanza di vigilanza.

Missione d’urgenza per Centinaio

La nomina di Gian Marco Centinaio non è solo una punizione per i vertici uscenti, ma una mossa strategica in vista dei ballottaggi delle amministrative. Romeo ha sottolineato la necessità assoluta di ripristinare in modo “urgente” una linea di partito che sia chiara e priva di ambiguità.

Spetterà ora a un “peso massimo” del territorio come il vicepresidente del Senato ricostruire dalle macerie la federazione pavese, ricompattare la base militante e gestire la delicata fase politica che attende il centrodestra in provincia. Nel frattempo, da Milano a Roma, il messaggio inviato alle periferie del partito è arrivato forte e chiaro: sulla linea identitaria della Lega non sono ammessi passi falsi.