Nella serata di ieri, domenica 17 maggio 2026, in piazza Ducale a Vigevano, comizio in vista delle Elezioni Amministrative, con il candidato sindaco Furio Suvilla della lista Vigevano Futura. Accanto a lui, anche Roberto Vannacci, parlamentare europeo e figura di riferimento del movimento politico Futuro Nazionale.
Il generale Vannacci è stato accolto con favore dal pubblico presente, per poi soffermarsi, in vista delle consultazioni del 24 e 25 maggio, sui punti cardine che accomunano la lista locale alla linea politica del movimento nazionale.
Dall’identità nazionale all’immigrazione
Vannacci ha impostato il suo intervento puntando sui temi cardine del suo movimento, soffermandosi in particolare sull’identità nazionale e, di conseguenza, sull’immigrazione. Un argomento che il generale considera centrale e sul quale ribadisce la sua posizione fortemente favorevole alla “remigrazione”, concetto che propone come risposta alle criticità che, a suo avviso, riguardano il Paese.
Secondo quanto affermato, “un pezzo di carta” non è sufficiente per definirsi cittadini italiani, perché – a suo dire – l’appartenenza va dimostrata ogni giorno onorando il Paese ed essendo pronti a “morire per la patria”.
Collegandosi agli attentati del Bataclan – affermando che alcuni degli autori erano cittadini europei di seconda generazione – Vannacci ha contestato l’attuale sistema di cittadinanza, definendolo “un pezzo di carta consegnato così”, sostenendo che nascere in Italia non dovrebbe comportare automaticamente il riconoscimento della cittadinanza senza aver prima dimostrato conoscenza di lingua, tradizioni e cultura italiana, volontà di assimilarsi e “amore per la patria”.
Sul tema dell’immigrazione illegale, che a suo avviso sarebbe favorita dalla sinistra per ottenere consenso elettorale opponendosi a barriere fisiche, rimpatri e maggiori controlli alle frontiere, il parlamentare ha esposto con chiarezza la propria posizione. Ha citato alcuni dati sui reati predatori, sostenendo che il 50% di furti e rapine sarebbe commesso da quel 9% della popolazione composto da cittadini stranieri.
Da qui la sua proposta: non solo rimpatriare i clandestini, ma anche coloro che, pur in possesso di un permesso di soggiorno, si rendono responsabili di reati o di offese alla Patria, che a suo giudizio dovrebbero comportare l’immediata espulsione.
“Dobbiamo ritornare a dare la sovranità al popolo. Questo è uno dei motivi per i quali i cittadini italiani non vanno più a votare. Perché se io non sono libero di scegliere chi mi rappresenterà allora è inutile che io vado a esprimere il voto se questo potere poi se lo arrogano le segreterie di partito. Quindi la prima proposta è questa qua. Poi la tecnica della maggioranza, il premio, sono tutte cose che sono sottoposte a negoziazioni ma non è quello il grosso problema. L’importante è garantire la governabilità del paese e garantire il ritorno alla sovranità popolare.” ha dichiarato l’europarlamentare durante un’intervista rilasciata al nostro quotidiano.
La figura del primo cittadino
Ribadendo il suo pieno sostegno al candidato Suvilla e alle proposte da lui avanzate, Vannacci ha centrato l’attenzione sul tema della sicurezza pubblica, criticando duramente le posizioni della sinistra e di una parte della destra e sottolineando il ruolo centrale del sindaco.
Ha quindi richiamato le responsabilità del primo cittadino in possesso di poteri concreti grazie alla legge 125/1998, che – secondo lui – dovrebbe vigilare con maggiore attenzione sul decoro urbano, intensificare i controlli e utilizzare in modo più incisivo strumenti come il Daspo urbano, così da prevenire e contrastare la criminalità sul territorio.
“Senza sicurezza non c’è benessere, non c’è commercio, non c’è scuola, non c’è ricerca, non c’è agricoltura, non c’è assolutamente nulla, quindi qualsiasi attività sociale per svilupparsi ha bisogno della sicurezza. Non a caso il candidato Furio Suvilla che io supporto ha al centro del suo programma eletorale proprio la sicurezza, ed è un sindaco che come ogni bravo sindaco vuole intervenire nell’ambito della sicurezza, non fa come i sindaci di sinistra che si lamentano dicendo ‘la sicurezza è un problema del governo e del prefetto, noi non c’entriamo’: è una balla, è una falsità. Il sindaco ha tutta una serie di armi per poter intervenire efficacemente nell’ambito della sicurezza.
La legge centoventicinque del novantotto è parte integrante del comitato per l’ordine e per la sicurezza pubblica e può intervenire per la sicurezza urbana con ordinanze, con Daspo, installando impianti d’illuminazione e telecamere, utilizzando la Polizia Locale, anche di notte assoldando anche società private che provvedono alla monitorizzazione di alcune aree specifiche della città, con ordinanze di chiusura di determinati esercizi commerciali che possono essere un problema per la sicurezza urbana. Quindi ha tutta una serie di armi che può utilizzare. E devo dire che nel programma di Furio Suvilla tutte queste possibilità e opportunità sono scritte nero su bianco, ed è uno dei sindaci che si vuole intestare questa responsabilità sulla sicurezza.”
L’INTERVENTO DI SUVILLA:
Crisi del settore calzaturiero e costi dell’energia
Centrale, inoltre, il ruolo del primo cittadino nel favorire l’occupazione: secondo Vannacci il sindaco dovrebbe sostenere imprese e nuove assunzioni attraverso incentivi mirati, facilitare gli incontri tra domanda e offerta e promuovere il territorio per attirare l’interesse di possibili investitori.
Successivamente si è soffermato sulla situazione locale, richiamando la crisi del settore calzaturiero e il calo del mercato legato all’importazione di pelli dall’estero, materiali che – a suo dire – finiscono per danneggiare e indebolire l’intero comparto, oltre a non garantire adeguate certificazioni.
Proseguendo, ha indicato come punto critico anche il rapporto teso con la Russia, aggravato dalle sanzioni e dal conseguente blocco degli scambi commerciali, che penalizzerebbe gli agricoltori locali a causa dell’elevato costo del gasolio.
Nota dolente anche il Green Deal, che Vannacci ha definito “la più grande truffa dal dopoguerra”, ribadendo che, a suo giudizio, una possibile soluzione per ridurre i costi energetici e sostenere le filiere locali sarebbe l’acquisto di petrolio russo – come già fatto da altri Paesi europei – così da alleggerire il prezzo del gasolio e favorire le produzioni del territorio, citando in particolare l’eccellenza del riso lomellino.
Candidati musulmani in lista
Il generale Vannacci si è inoltre espresso sul caso dei due esponenti candidati nella lista civica della Lega, una vicenda che ha attirato l’attenzione mediatica nazionale e che ha portato il Segretario federale Matteo Salvini a prendere le distanze.
“Intanto non si prende la distanza a parole. Se la Lega non voleva presentare questi candidati non avrebbe dovuto accettare la lista o avrebbe dovuto ritirarla quindi sembra solamente un gioco di parole fatto da questo partito. Poi nessuno ha problemi con candidati che professino una religione diversa da quella che è la religione che è professata maggiormente in Italia, il problema è cosa rappresenta e chi rappresentino questo candidato? Se questi candidati non rappresentano il bene dei cittadini italiani e dell’Italia ma invece promuovono gli interessi di una comunità ristretta, che si è creata all’interno dell’Italia, allora qua c’è un problema. In più, se questi candidati scrivono i volantini elettorali in lingua non italiana e invocando ad Allah Misericordioso anche qua il problema si presenta. Il nostro Paese è un Paese laico, una politica è una un’attività laica e tale deve rimanere”.
Conclusioni e ringraziamenti
Ringraziando i presenti e ribadendo il proprio sostegno a Furio Suvilla – acclamato dalla folla presente – il generale ha infine concluso la serata tra strette di mano, conferme e foto con il pubblico.
