Said Cherrah, 27enne residente a Broni, è stato condannato a 9 anni e 4 mesi per il tentato omicidio della ex fidanzata, aggredita brutalmente nel 2024 in un centro commerciale in Brianza. La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza e i risarcimenti alla vittima.
Tentò di uccidere la ex fidanzata
Non si è trattato di un episodio isolato, ma dell’ultimo atto di un’escalation di violenza che sembrava inarrestabile. Said Cherrah, 27enne residente a Broni, si trova nuovamente di fronte alla giustizia per il brutale tentato omicidio della sua ex fidanzata, una 24enne di Erba.
Sconto di pena di 8 mesi
La Corte di Appello di Milano ha sostanzialmente confermato la sentenza di primo grado, pur applicando un lieve sconto di pena: dai 10 anni iniziali si è passati a 9 anni e 4 mesi. Un verdetto che mette un ulteriore punto fermo su una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica lombarda.
L’agguato nel parcheggio
I fatti risalgono al dicembre 2024, quando Cherrah, violando i domiciliari e manomettendo il braccialetto elettronico, aveva rintracciato la giovane nel parcheggio di un centro commerciale di via Prealpi, a Giussano, in Brianza. La ragazza è stata costretta a salire in auto, colpita ripetutamente al volto e quasi strangolata con un cavo USB.
Mentre Cherrah affondava una lama nella schiena della vittima, le urla della giovane hanno attirato un automobilista che è intervenuto, caricando la 24enne a bordo della sua auto e strappandola a una morte quasi certa, mentre il suo aggressore era già in fuga verso il pavese.
Dall’acido al coltello
Il profilo dell’imputato tratteggiato dai processi è quello di un uomo che non ha mai accettato la fine della relazione. Prima dell’aggressione a Giussano, Cherrah era già stato condannato per aver gettato dell’acido sul volto della ex fuori dal suo posto di lavoro a Erba. Per quell’episodio, la pena (recentemente rideterminata in appello) è di 9 anni e 9 mesi. In aula, il 27enne non aveva mostrato alcun segno di ravvedimento, arrivando a minacciare di morte la vittima e la sua legale durante le udienze.
Confermati i risarcimenti
Oltre alla reclusione, la Corte milanese ha confermato i risarcimenti per i danni subiti dalla ragazza, costituitasi parte civile. La giovane porta ancora i segni, fisici e psicologici, di una persecuzione che l’ha vista sopravvivere prima a uno sfregio permanente e poi a un tentativo di omicidio premeditato. Cherrah resta in carcere, dove sta scontando il cumulo delle pene per i due gravissimi episodi di violenza di genere.