Nell’attuale fase di stallo sulla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco prosegue lo stillicidio degli elementi contenuti nelle 309 pagine dell’informativa dei Carabinieri di Moscova.
“Aggressione cieca, sproporzionata”
La Procura di Pavia è convinta delle responsabilità dell’unico indagato Andrea Sempio, messa nero su bianco negli atti dell’inchiesta:
Sempio non ha un alibi. Ha avuto tutto il tempo la mattina del 13.8.2007 di recarsi a casa della vittima e compiere l’omicidio;
Dopo aver commesso il delitto è tornato sulla scena del crimine per ben due volte;
Gli scritti, le ricerche on line, i post di Andrea Sempio restituiscono i tratti di una persona ossessionata dal sesso violento, frustrata dalle esperienze giovanili, del tutto irrispettosa della dimensione personale femminile, tratti coerenti con il contesto del fatto di omicidio per cui si procede;
Pertanto, a fronte del rifiuto di Chiara di vederlo, Sempio si è recato direttamente a casa della vittima che lo ha fatto entrare in casa, senza preoccuparsi del fatto di essere in pigiama né tantomeno di possibili rischi. Lo scaccia e tenta di sottrarsi, trasformando quella tensione crescente in uno scontro fisico. È in quella deriva improvvisa che l’aggressione diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e sulla testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta.
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La molla sarebbero i video intimi di Chiara e Alberto visti da Sempio. Ma non c’è prova, si tratta di una supposizione.
Anche Marco Poggi, amico di Sempio e fratello della vittima non ha fornito conferme limitandosi ad ammettere (pur giudicandola assurda) che l’unica ipotesi è che in un pomeriggio di giochi nella casa di via Pascoli, l’amico abbia potuto trafugare una chiavetta usb contenente video hot dalla cameretta della sorella.
Ma si tratta appunto di un’ipotesi: basterà per giustificare un rinvio a giudizio? Secondo molti commentatori no (secondo Marco Travaglio addirittura un gup ricevute le carte si “metterebbe a ridere“).
E uguale indeterminatezza aleggia sulla richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi – serve una nuova prova certa – considerando che anche la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo non sposta in maniera certa l’ora della morte di Chiara Poggi:
“In via di elevatissima probabilità è stata uccisa fra le 7 e le 12.30 perché questo dicono le evidenze scientifiche più solide. Il range si può stringere, come aveva fatto il dottor Ballardini nell’autopsia del 2007 da consulente della Procura di Vigevano parlando di maggior centratura tra le 11-11:30, ma con metodi meno precisi/accurati. Il dato scientifico va considerato assieme a quelli circostanziali, come la disattivazione dell’allarme della villetta di via Pascoli da parte della vittima alle ore 9.12, la bicicletta nera da donna vista alle 9.10, le non risposte al telefono dalle 9.45 e il contenuto gastrico nello stomaco che indica un periodo della morte probabilmente compreso da 30 minuti e 2/3 ore circa dall’ingestione della colazione”.

Colazione che non si può stabilire quando sarebbe stata consumata. Anche l’azione omicidiaria (12 martellate in tutto), entro i 15/20 minuti, resterebbe compatibile con lo scenario Stasi: ancora non è chiaro con quali certezze la Procura collocherebbe l’allora fidanzato fuori dalla scena del delitto (rimane anche la traccia di DNA sulla cannuccia dell’Estathè e l’impronta sul dispenser nel bagno, mentre Sempio non avrebbe lasciato tracce in cucina, nell’ipotesi che si sia lavato nel lavabo).
Il biglietto “assassino” nella spazzatura
Nel tutto, spuntano altri due elementi da alcune ore.
Il primo è un bigliettino – se ne trova traccia sempre nelle 309 pagine della discovery – che Sempio avrebbe buttato all’isola ecologica nel giorno in cui ha scoperto di essere indagato, il 26 febbraio 2025. Un elenco di parole che terminavano con la scritta “assassino“. Il suo avvocato Liborio Cataliotti (in copertina) ha spiegato che l’appunto era stato preso da Sempio per un breve contributo audio per lo spettacolo teatrale La fabbrica degli innocenti. Sarebbe stata la scaletta per lo spettacolo:;
“Abbiamo tutti gli audio che comprovano che la lettura giusta di questo appunto è esattamente questa: è l’ennesimo travisamento dei fatti e della prova”.
Di parere opposto gli inquirenti: sul foglio a quadretti, da un lato frasi sulle donne, dall’altra un elenco di parole con la scritta “Inizio scoperta” e altre parole come “da cucina a sala”, “viso in televisione”, “cane”, “campanello”, altri vocaboli incomprensibili e infine “Tv che ripete assassino“.
False informazioni dall’ex capitano dei Carabinieri
L’altro elemento riguarda un personaggio secondario nella vicenda Garlasco, l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, all’epoca del delitto alla guida della compagnia di Vigevano, ora iscritto nel registro degli indagati per false informazioni al pm.

Sostanzialmente al militare vengono contestati i verbali degli interrogatori da lui condotti nell’ottobre 2008 a Sempio, l’amico Alessandro Biasibetti (l’ex fidanzato di Angela Taccia poi fattosi prete) e Mattia Capra, molto imprecisi a livello di orari, che non tennero conto di sovrapposizioni di fatto impossibili delle audizioni, ma soprattutto a Cassese viene contestata la mancata segnalazione di un intervento di soccorso con ambulanza per Sempio (per lipotimia, un principio di svenimento).
L’ex capitano ha specificato alla Provincia Pavese:
“Viene messo in dubbio che non ricordo dell’ambulanza di Sempio, non il resto dell’inchiesta”.