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L'ultima boutade

Ciocca (Lega): “Vaccino Covid prima ai lombardi, economicamente valgono di più”

Un'altra provocazione dell'europarlamentare pavese della Lega.

Ciocca (Lega): “Vaccino Covid prima ai lombardi, economicamente valgono di più”
Politica Pavia, 18 Dicembre 2020 ore 14:21

Il vaccino anti Covid va somministrato prima ai lombardi in quanto economicamente valgono di più: è questa l’ultima boutade dell’Europarlamentare pavese della Lega, Angelo Ciocca.

Ciocca (Lega): “Vaccino Covid prima ai lombardi, economicamente valgono di più”

L’esternazione è avvenuta durante la trasmissione di Antenna 3 “Lombardia Nera”: “Se si ammala un lombardo vale di più”. Già perchè secondo, Angelo Ciocca un cittadino lombardo economicamente avrebbe più peso rispetto a un cittadino laziale in quanto “paga più tasse”.

Conclusione? Il vaccino anti Covid andrebbe distribuito prima ai lombardi. L’esponente del Carroccio ha evidenziato come non sia pensabile che la Lombardia “che ha il doppio degli abitanti del Lazio possa ricevere meno vaccini. Inoltre bisogna valutare l’importanza economica del territorio. La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese”. Da qui il suo pensiero: se si ammala un lombardo vale di più che se si ammalasse un persona di qualsiasi altra parte d’Italia.

I precedenti

Ciocca non è nuovo a dichiarazioni scomode o provocazioni “politiche”. L’ultima in ordine di tempo nel mese di ottobre scorso quando dichiarò che negli altri paesi europei vi erano più malati di Covid in quanto più sporchi degli italiani. Ma famose sono anche quella dell’ottobre 2018 quando calpestò con la propria scarpa i documenti del commissario Pierre Moscovici e ancora, un anno dopo, quando brandì e poi gettò a terra una barretta di cioccolato in Aula per denunciare la Turchia.

“Il Governo riveda i numeri dei vaccini”

Questa la nota ufficiale divulgata dall’ufficio stampa dell’eurodeputato:

“Nell’incapacità totale di questo Governo che ancora non sa quali misure attuare per il Natale, chiediamo che almeno vengano rivisti i numeri dei vaccini garantendo un numero di dosi che non creino disparità tra le Regioni. La mia riflessione era ed è volta a invitare il Governo a garantire un maggior equilibrio tra le Regioni italiane in fase di distribuzione e a rispettare un concetto elementare ovvero il rapporto tra numero di abitanti e numero di vaccini. Non è pensabile che il Lazio prenda più di tutte le altre regioni. La priorità vaccinale deve essere ovviamente garantita in prima istanza alle categorie più fragili e a tutti gli operatori sanitari e delle forze dell’ordine, ma subito dopo dobbiamo assicurare una protezione ai lavoratori del privato e non pensare di avvantaggiare l’apparato ministeriale. Non è giusto che i lavoratori lombardi, che contribuiscono in modo sostanziale al PIL italiano, si vedano scavalcati perché qualcuno vuole dare priorità ai ministeri romani.”

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