25 febbraio

Violenza sulle donne: “Problema reso ancora più critico dall’emergenza sanitaria”

Il Comune di Broni in prima linea nel contrastare il fenomeno.

Violenza sulle donne: “Problema reso ancora più critico dall’emergenza sanitaria”
Cronaca Oltrepò, 24 Novembre 2020 ore 10:11

Violenza sulle donne, la vicesindaco Varesi: “Problema reso ancora più critico dall’emergenza sanitaria”. Il Comune in prima linea nel contrastare il fenomeno: “Nonostante il periodo, siamo riusciti ad aiutare molte donne e i loro figli minori”.

Violenza sulle donne: “Problema reso più critico dall’emergenza sanitaria”

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’amministrazione comunale di Broni torna a sensibilizzare la popolazione su un tema che purtroppo non smette di risultare attuale. Anzi, l’allarme sanitario in corso ha in molti casi acuito questa problematica, come spiega la vicesindaco e assessore alle Pari Opportunità Cristina Varesi: «Il Comune di Broni, che fa parte della Rete Interistituzionale Territoriale Antiviolenza di Pavia – premette – si impegna attivamente nel promuovere interventi che permettano alla donna vittima di violenza di uscire dalla relazione con il maltrattante, attraverso l’azione del proprio servizio sociale territoriale, la collaborazione con le realtà presenti sul territorio in termini di accoglienza e ospitalità, la predisposizione di azioni e risorse specifiche che possano sostenere interventi di supporto, anche in caso dell’insorgere di una situazione di emergenza. La pandemia ha rappresentato in tal senso un’ulteriore sfida in quanto, a causa delle restrizioni, molte donne (ed i loro bambini) sono state costrette a lunghi ed ininterrotti periodi in presenza del maltrattante, aumentando le occasioni di scoppio della violenza, e vedendo per giunta drasticamente ridotte anche le proprie chance di chiedere aiuto all’esterno». 

Cristina Varesi

Azioni di sostegno e supporto

Un quadro che ha reso più difficoltoso svolgere attività di prevenzione da parte dei servizi sociali territoriali e dei soggetti coinvolti nella presa in carico di donne vittima di violenza, perché in molti casi è stato problematico intercettare le situazioni critiche prima della soglia di allarme.

«Tuttavia anche in questo periodo così drammatico – riprende Cristina Varesi – grazie anche all’importante collaborazione con le Forze dell’Ordine e con i Centri Antiviolenza, il Comune di Broni è riuscito a mettere in atto azioni di sostegno e supporto alla donna vittima di violenza ed ai propri figli, garantendo un sostegno economico, autonomia abitativa avviare percorsi a domicilio, tramite l’invio di personale qualificato per sostenere la donna ed i minori nel percorso di autonomia. Si tratta di azioni necessarie – sottolinea – e spesso improrogabili, che implicano per l’amministrazione comunale un forte impegno anche economico che se non adeguatamente sostenuto anche da parte di istituzioni superiori quali Stato e Regioni, rischia di minare l’efficacia di questi interventi, per questioni di sostenibilità sul lungo termine».

Problema, questo, molto avvertito dagli enti locali e in particolare dai piccoli Comuni. Per i quali Broni, in qualità di Comune Capofila dell’Ambito Distrettuale, costituisce un osservatorio preferenziale, potendosi dunque fare portavoce di questa esigenza.

«Da parte nostra – interviene il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi – c’è e sempre ci sarà il massimo impegno nel contrasto alla violenza sulle donne, sia dal punto di vista degli interventi a sostegno delle vittime di tale fenomeno, sia a livello di sensibilizzazione e promozione di una cultura del rispetto. Purtroppo l’emergenza sanitaria non ci permette di proporre la consueta rappresentazione teatrale sulla violenza di genere, appuntamento che da alcuni anni si teneva al Carbonetti. Ma l’amministrazione comunale tiene più che mai a ribadire l’importanza di una corretta e diffusa informazione sull’argomento, con l’obiettivo di eradicare dalla società quegli abiti culturali che ancora oggi portano alcune persone a percepire come “normali” o “accettabili” veri e propri atteggiamenti di sopruso. Desidero inoltre ringraziare per la loro insostituibile opera – conclude il primo cittadino – le associazioni che sul territorio si occupano di diritti delle donne, con le quali siamo orgogliosi di collaborare fattivamente».

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