Incredibile

Trenord chiede i danni (10mila euro) ai pendolari che avevano preso in giro l’azienda

In un video natalizio dell'azienda, una voce fuoricampo decantava il servizio ferroviario. Il comitato Mi.Mo.Al ha ripubblicato il video, mostrando però una tabella con tutte le corse cancellate: è arrivata l'accusa di violazione del diritto d'autore e diffamazione.

Trenord chiede i danni (10mila euro) ai pendolari che avevano preso in giro l’azienda
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Trenord chiede 10mila euro di danni ai pendolari che avevano preso in giro l’azienda con l'accusa di violazione del diritto d'autore e diffamazione. Sotto accusa un video pubblicato su Facebook dal comitato Mi.Mo.Al.

Trenord chiede i danni ai pendolari che avevano preso in giro l’azienda

Chiunque volesse fare ironia sulla mole di ritardi accumulati dai treni di Trenord è avvisato: l’azienda di trasporto ferroviario non ha tra le sue qualità il senso dell’ironia e una mossa del genere può arrivare a costare anche caro. Come riporta Business Insider Italia, infatti, l’associazione di pendolari Mi.Mo.Al, formata dai passeggeri della linea ferroviaria Milano-Mortara-Alessandria, si è vista arrivare da Trenord una diffida, la minaccia di un processo civile e una richiesta di risarcimento danni del valore di 10 mila euro.

Il video incriminato

Il casus belli sta in un video di natale pubblicato dalla società partecipata da Regione Lombardia. Nel filmato una voce fuori campo leggeva una lettera a Trenord in cui dichiarava di provare tenerezza per i treni che avevano portato, anche durante la pandemia, i pendolari sul posto di lavoro in orario. Una realtà ben diversa da quella raccontata dagli stessi pendolari, che al contrario lamentano ogni giorno qualsiasi tipo di disservizio. Così il comitato Mi.Mo.Al ha semplicemente ripubblicato il video aggiungendo una tabella con tutte le tratte ufficialmente cancellate dall’azienda.

Risarcimento di 10mila euro

Tanto è bastato per scatenare l’ira di Trenord, che ha contestato all’associazione i reati di diffamazione e violazione del diritto d’autore, le ha intimato di rimuovere il video dai social e avanzato una richiesta di risarcimento del valore di 10 mila euro.

La reazione del mondo politico

Nel merito della vicenda è intervenuto il consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta, difendendo a spada tratta i pendolari.

«Trovo molto triste e sconvolgente quanto è successo – commenta -. Chiedere un risarcimento danni a pendolari che da anni pagano per avere un servizio di trasporto più che scadente è davvero il punto più basso toccato dall’azienda. Auspico che, quanto prima, intervenga l’assessore Claudia Maria Terzi per far ritirare le accuse da parte dell’azienda nei confronti dei pendolari, che è già bello che non chiedano loro i danni per i disservizi subiti negli ultimi anni».

Dello stesso avviso anche Pietro Bussolati, consigliere regionale del PD:

«L’assessore Terzi intervenga su Trenord che chiede soldi ai pendolari perché osano ironizzare sul servizio. Siamo all’assurdo, Trenord, non paga di fornire ogni giorno un pessimo servizio, denunciato in tante occasioni, dati alla mano, da noi e dai pendolari, pretende di vietare il diritto di satira. E’ la prima volta che una società di trasporti chiede soldi di risarcimento ai propri utenti perché osano metterne in discussione il servizio. L’assessore Terzi intervenga e fermi Trenord. In caso contrario si rende complice di un comportamento che lede, oltre che il diritto di satira, ogni principio di buon senso».

Sulla stessa linea d'onda anche Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia:

«E' una vergogna che Trenord se la prenda con i pendolari che sono i veri danneggiati. Qui gli unici ad essere offesi sono le migliaia di viaggiatori che vengono lasciati a piedi o arrivano in ritardo ogni giorno. Trenord si preoccupi di garantire un servizio di qualità, piuttosto che continuare ad infierire sui pendolari che hanno subito un taglio drastico delle corse e quotidiani ritardi e cancellazioni.

Viviamo in un mondo all’incontrario nel quale chi subisce dei danni deve risarcire. Se ogni cittadino dovesse chiedere il risarcimento dei danni a Trenord e all’evidente incapacità gestionale della Giunta Fontana, i tribunali si paralizzerebbero. Chiedo all’Assessore Terzi di prendere immediatamente posizione a difesa dei cittadini Lombardi e di intervenire nei confronti di Trenord, della quale la Regione è anche socia, affinché ritiri questa imbarazzante richiesta».

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