Allarme Coldiretti

Peste suina: stop all’import di animali da paesi focolaio

Allevamenti a rischio con il dilagare di cinghiali che possono portare il virus.

Peste suina: stop all’import di animali da paesi focolaio
Pavia, 19 Novembre 2020 ore 17:29

Peste suina e l’allarme Coldiretti: “Stop all’import di animali da paesi focolaio”.

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Peste suina: stop all’import di animali da paesi focolaio

“Con il diffondersi di casi di peste suina, in Europa è necessario fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle zone interessate dai focolai per tutelare gli allevamenti nazionali”. È quanto chiede il presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi, in riferimento all’estendersi dei contagi in Europa.

C’è molta preoccupazione tra gli allevatori italiani per la peste suina africana (PSA) che si sta diffondendo in diverse parti del continente. La malattia – ricorda Coldiretti Pavia – può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, mentre non è trasmissibile agli esseri umani. Questo virus può passare facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo.

Cinghiali veicolo di contagio

Un possibile veicolo di contagio possono essere peraltro i cinghiali, che non si curano di zone gialle, rosse o arancioni e il cui numero – evidenzia Coldiretti Pavia – si è moltiplicato in Italia, dove si stima la presenza di circa 2 milioni di esemplari. La proliferazione senza freni di questi animali, oltre a preoccupare per i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come appunto la peste suina, sta provocando un’escalation di danni nelle campagne, che si vanno a sommare a quelli di altre specie selvatiche come ad esempio le nutrie. I cinghiali – prosegue Coldiretti Pavia – sono inoltre responsabili di incidenti stradali che solo in Lombardia nel 2019 sono stati 128.

Il blocco della caccia

Il blocco di tutta l’attività di caccia nelle cosiddette zone rosse individuate dall’ultimo DPCM rischia di avere serie ripercussioni sul contenimento delle specie invasive, la difesa dell’agricoltura e la sicurezza delle persone. Oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

(Immagine di copertina: Foto di Anna Hinckel da Pexels)

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