Palla al gip

Omicidio Incarbone, si cercano ancora il corpo e l’arma. Oggi gli interrogatori

Proseguono le ricerche nel Ticino, dove la salma è stata gettata.

Omicidio Incarbone, si cercano ancora il corpo e l’arma. Oggi gli interrogatori
Cronaca Vigevano, 13 Febbraio 2021 ore 11:59

Ancora senza esito positivo le ricerche del corpo di Filippo Incarbone, 49 anni, scomparso da Vigevano alla fine di dicembre dello scorso anno è stato ucciso. A compiere il delitto sono stati due pregiudicati, residenti a Vigevano, di 31 e 43 anni, che ora devo rispondere di omicidio e distruzione di cadavere. Il corpo dell’uomo è stato gettato nel Ticino.

Si cerca ancora il corpo

Le ricerche proseguono: anche ieri sono andati avanti nel tratto vigevanese del Ticino, prima nella zone dalla Buccella e poi più a valle.

I sommozzatori e i droni del Vigili del fuoco hanno proseguito le ricerche fino alle 16.30 di ieri, 12 febbraio 2021, e proseguiranno ancora nei prossimi giorni: le speranze di trovare il corpo però sono assai poche. Dal giorno del delitto, commesso il 4 gennaio 2021, sono passati 40 giorni ed è difficile poter trovare ancora la salma intatta.

Oggi gli interrogati

Oggi però, 13 febbraio 2021, sarà una giornata molto importante: i Gip di Pavia procederanno agli interrogatori dei due pregiudicati accusati dell’omicidio: si tratta di Michael Mangano e Gianluca Iacullo. Quest’ultimo ha già confessato ammettendo le proprie responsabilità nel caso mentre Mangano si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Nella giornata di ieri il Gip incaricato del caso ha disposto la richiesta di convalida della misura cautelare per entrambi: l’accusa è omicidio volontario e sottrazione di cadavere.

Si cerca anche l’arma del delitto

Oltre  al cadavere della vittima, ancora disperso nel Ticino, si cerca anche l’arma del delitto: una mazzetta da muratore con la quale sarebbe stato inferto il colpo letale.
Le ipotesi in merito all’arma sono due: per gli inquirenti potrebbe essere stata gettata insieme al corpo nell’acqua del fiume, oppure potrebbe essere ancora nella casa di Magnano.

Il delitto

Le indagini sono terminata nella notte dell’11 febbraio dopo che i militari della Sezione Operativa hanno raggiunto la certezza che Michael Mangano, aveva brutalmente ucciso Incarbone Filippo colpendolo ripetutamene in varie parti del corpo con un martello da muratore per poi occultarne il cadavere con la complicità di Gianluca Iacullo.

Dalla ricostruzione dei fatti è emerso infatti che tra il 4 e il 6 Iacullo, la vittima e Mangano si erano riuniti nell’abitazione di quest’ultimo che, dopo averlo insultato pretendendo del denaro che gli doveva e lo ha colpito con un martello provocandone la morte e poi si disfava del cadavere con l’aiuto di Iacullo., caricandolo sulla sua auto e trasportandolo in zona “Ramo delle streghe” per poi gettarlo nel Ticino.

Durante le attività d’indagine i militari, a conferma della suddetta ricostruzione, hanno identificato anche un testimone oculare, che aveva visto i due soggetti trasportare di notte la salma dall’abitazione di Mangano ad una autovettura poi risultata in uso a G.I.

 

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