CRONACA

Omicidio Gigi Bici, sconto di pena di 6 mesi per Barbara Pasetti

La 42enne, che sta scontando una condanna per l’omicidio di Luigi Criscuolo, grazie alla buona condotta

Omicidio Gigi Bici, sconto di pena di 6 mesi per Barbara Pasetti
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Barbara Pasetti, in carcere per l'omicidio di Luigi Criscuolo, noto come Gigi Bici, ottiene uno sconto di pensa di 6 mesi grazie alla buona condotta.

Sconto di pena per Barbara Pasetti

Barbara Pasetti, la 42enne detenuta per l’omicidio di Luigi Criscuolo, ha ottenuto uno sconto di sei mesi sulla sua pena grazie alla buona condotta in carcere. La legge italiana prevede infatti uno sconto di 45 giorni ogni semestre per i detenuti che si comportano in maniera esemplare, e Pasetti, dopo tre anni di detenzione, beneficerà di questa misura che le consente di ridurre il suo periodo in cella. La pena, che inizialmente doveva durare 13 anni e 4 mesi, è stata così ridotta, e con il nuovo calcolo la detenuta uscirà nel 2034, se non dovessero emergere altre modifiche.

L'omicidio di Gigi Bici

La vicenda, che vede Pasetti coinvolta nell’uccisione del 60enne Luigi Criscuolo, commerciante di biciclette noto con il nome di Gigi Bici, risale all’8 novembre 2021, quando Criscuolo venne trovato senza vita davanti alla tenuta della donna. L’omicidio, avvenuto con un colpo di pistola, è stato un caso che ha sconvolto la città di Pavia.

Pasetti, arrestata il 20 gennaio 2022, è stata condannata a scontare la pena in carcere dove, fino a oggi, ha cercato di risanare la sua situazione partecipando a programmi di recupero. Nonostante le sue richieste, la 42enne non è ancora riuscita a ottenere un lavoro stabile all’interno dell’istituto penitenziario.

Tolta la patria potestà

La detenuta aveva anche richiesto permessi per lavorare, motivando la richiesta con la necessità di provvedere al mantenimento del figlio, nonostante la decadenza dalla responsabilità genitoriale. La situazione familiare è tuttora in sospeso, con il bambino attualmente in affido ai nonni materni. La questione dell'affido potrebbe evolversi in futuro, con valutazioni in corso riguardo alla possibilità di un affido ad altra famiglia o un supporto da parte del nonno.

Il trasferimento da Vigevano a Bollate

Il percorso giuridico di Pasetti ha incluso anche un ricorso per il trattamento "inumano e degradante" subito nel carcere di Vigevano, dove la detenuta era stata trasferita prima di arrivare a Bollate.

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