Tornerà in Italia?

Interessi economici dietro il rapimento di Eitan? Lo zio: "Andremo in Israele"

In ballo ci sarebbero il risarcimento per la strage del Mottarone, l’eredità di nonno Izzy e i soldi della beneficenza.

Interessi economici dietro il rapimento di Eitan? Lo zio: "Andremo in Israele"
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Non smette di far discutere la vicenda del piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone.

Interessi economici dietro il rapimento di Eitan?

Dietro al rapimento del piccolo Eitan da parte del nonno, Shmuel Peleg, potrebbero esserci infatti anche interessi economici. Interessi che riguardano l'eredità dei bisnonni Izzy e Barbara Cohen, morti insieme al padre Amit Biran, alla madre Tal Peleg e al fratello Tom quella tragica domenica del 23 maggio. A questa si devono sommare anche i (cospicui) risarcimenti che dovrebbero arrivare al bambino di 6 anni una volta chiarite le responsabilità dell'incidente.

Un tema quello degli interessi economici sollevato non solo dalla famiglia Biran. Etty Cohen, la nonna indagata insieme all’ex marito per sequestro di persona aggravato, in un intervista a un quotidiano israeliano a fine agosto aveva affermato che la storia di Eitan aveva toccato il cuore di tante organizzazioni e società benefiche italiane, che avevano raccolto centinaia di migliaia di euro a favore del bambino: "Forse il denaro ha un ruolo".

"Andremo in Israele"

Nel frattempo gli zii sono decisi a riportare il piccolo Eitan in Italia. I legali italiani della zia Aya puntano sull’istanza di avvio della procedura della Convenzione dell’Aja sulla sottrazione internazionale di minori, che deve passare per il ministero della Giustizia prima di arrivare alle autorità israeliane, e la cui udienza è fissata al Tribunale di Tel Aviv per il prossimo 29 settembre con la richiesta della tutrice di immediata restituzione del bambino.

Hanno anche annunciato che, prima di quella data, andranno in Israele. Zia Aya potrebbe così avere la possibilità di incontrare il bimbo, dopo brevi colloqui telefonici avuti in queste ore. "Andremo in Israele non vi do la data": così ha detto Or Nirko, lo zio paterno di Eitan. "La strada per riportarlo a casa è ancora lunga. Siamo stato contattati dalla diplomazia dei due Paesi. Mi affido alle autorità israeliane e italiane per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile. E' in gioco il suo benessere psicologico".

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