Bambino conteso

Il nonno di Eitan ai domiciliari a Tel Aviv: contestata accusa di rapimento

Il provvedimento è previsto fino a venerdì. Il bambino, secondo i media israeliani in questo momento si trova a casa del nonno.

Cronaca Pavia, 15 Settembre 2021 ore 10:27

Il nonno di Eitan ai domiciliari in Israele con l'accusa di rapimento: media locali riportano intanto che Eitan è a casa dell'uomo a Petah Tikva, non lontano da Tel Aviv.


Il nonno di Eitan ai domiciliari con l'accusa di rapimento

Shmuel Peleg, nonno del piccolo Eitan Biran, il bambino unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, è ufficialmente agli arresti domiciliari in Israele. A comunicarlo è stata la Polizia, che ha preso la decisione dopo aver interrogato l’uomo: per lui l'accusa è quella di rapimento. Anche il legale di Peleg ha confermato il provvedimento restrittivo che al momento è valido fino a venerdì, ma ha pure aggiunto che “il trasferimento di Eitan è avvenuto in maniera legale”.

Media israeliani riportano intanto che Eitan si trova a casa del nonno a Petah Tikva, non lontano da Tel Aviv. Come riferisce l'Ambasciata israeliana a Roma, le autorità israeliane stanno seguendo il caso e se ne occuperanno in collaborazione con l'Italia, a beneficio del bambino e in conformità con la legge e le convenzioni internazionali pertinenti.

Indagata anche la nonna

Indagata per il sequestro del bambino anche Etty Peleg, ex moglie di Shmuel Peleg e nonna materna di Eitan. La donna, infatti, sarebbe stata in Italia insieme all'ex marito nei giorni precedenti al presunto rapimento. Da verificare quindi il ruolo della donna, nell'inchiesta della Procura di Pavia per sequestro di persona. Potrebbe infatti aver aiutato l'ex marito a portare il piccolo in Israele, dove è arrivato su un volo privato partito da Lugano.

Istanza di rientro

I legali della zia del bambino, Aya Biran, hanno intanto presentato istanza di rientro al tribunale di Tel Aviv per il bambino di 6 anni sulla base della Convenzione dell'Aja. Convezione che, tra le altre norme, consente al titolare del diritto di affido di "rivolgersi direttamente al competente tribunale per chiedere il rientro del minore sottratto, anche senza l'intermediazione delle autorità centrali".