Incendio doloso di una pasticceria: cinque arresti VIDEO

Una banda, composta da cinque pregiudicati, residenti tra le province di Milano, Pavia e Cremona.

Incendio doloso di una pasticceria: cinque arresti VIDEO
Lomellina, 29 Gennaio 2019 ore 14:22

Incendio doloso di una pasticceria: cinque arresti.

Incendio doloso di una pasticceria: cinque arresti

Il video immortala due dei cinque italiani arrestati questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Legnano che spaccano il vetro di un locale, di notte, poi infilano una mano nel buco creato nella vetrata, aprono la porta d’ingresso e si dirigono dietro il bancone. Qui appiccano fuoco e, riparandosi (e nascondendosi) il volto dietro a sciarpe e cappelli, scappano, mentre le fiamme divorano il negozio.

Gli autori dell’incendio

Una banda, composta da cinque pregiudicati, residenti tra le province di Milano, Pavia e Cremona (precisamente a Zerbolò e Spino d’Adda), con età compresa tra i 30 e i 50 anni, sono ritenuti responsabili di incendio doloso, furto aggravato e simulazione di reato. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, sono partite dopo il furto, seguito da incendio doloso, avvenuto nella notte dell’8 ottobre 2017 ad Arluno, al centro commerciale Ara Luna, dove due uomini si erano introdotti all’interno della pasticceria Vivian’s (si tratta del fatto immortalato dal video, registrato con le telecamere di sicurezza all’interno del locale).

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L’analisi della videosorveglianza

Non solo danni alla pasticceria, ma anche agli altri negozi vicini: l’attivazione dell’impianto antincendio del locale ha infatti provocato l’allagamento dell’intero centro commerciale, con danni anche per altri esercizi commerciali. Sette i responsabili del fatto (due denunciati in stato di libertà): i carabinieri sono riusciti a ricostruire la vicenda grazie all’attenta analisi delle immagini della videosorveglianza e a individuare le singole responsabilità degli indagati.

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La dinamica

Due gli esecutori materiali del rogo, un’altra persona faceva da palo e un altro aveva provveduto a riempire la tanica di benzina in un distributore in zona, usata poi per appiccare l’incendio. Nel corso delle indagini sono stati identificati altri tre complici che avevano progettato l’azione. Non è tutto: per depistare le indagini, due componenti del gruppo avevano inoltre falsamente denunciato il furto della macchina usata per raggiungere il centro commerciale.

Il gip, nell’accogliere le richieste, ha sottolineato l’accurato lavoro dei militari, mettendo in evidenza come “il compendio indiziario è costituito da una serie articolata di successivi e meticolosi atti di indagine, compiuti in sequenza di stringente logica e connotati da notevole acume investigativo”. Le indagini per chiarire il movente sono ancora in corso.

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