Il “processo” nei confronti di Andrea Sempio sembra già quasi chiuso, anche se non c’è stata ancora neppure la richiesta di rinvio a giudizio.
Parliamo naturalmente del processo mediatico e di tutto quanto già emerso dalle 309 pagine dell’informativa dei Carabinieri di Moscova, diffusesi in un amen sui media ancor prima che arrivassero ai legali delle parti coinvolte.
Ma tra le carte ci sono anche documenti delicati, contenenti anche passaggi molto sensibili, con immagini tratte dai video privati di Chiara Poggi e Alberto Stasi, scatti intimi di lui, soprattutto materiale derivante dagli accertamenti autoptici: un corpus che si spera i professionisti dell’informazione sappiano trattare opportunamente e che non finisca mai nel far west di TikTok per mano di sedicenti creator nascosti dietro pseudonimi inafferrabili.
Negli atti nessuna certezza che scagioni Stasi

Ma nell’informativa finale degli investigatori, qualcosa manca.
Ed è un assenza di peso, più che per il procedimento contro Sempio, per la richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi (che la procura di Pavia ha chiesto alla Procura generale di Milano di inviare al Tribunale di Brescia).
Perché smantellare la sentenza della Cassazione del 2015 e quindi scagionare Stasi (da 11 anni in carcere per il delitto, dovrebbe uscire nel 2028 per buona condotta) significa trovare almeno una nuova prova forte che lo tolga dalla scena del delitto.
L’intera indagine ha invece un approccio contrario: l’esclusione dalla scena di Stasi si dedurrebbe, secondo la Procura, dal fatto che le tracce biologiche e dattiloscopiche lasciate dall’assassino sulla scena del delitto non appartengono a lui, ma a Sempio.
Insomma l’esclusione dalla scena del fidanzato condannato deriva direttamente dal fatto che a uccidere Chiara Poggi è stato Andrea Sempio.
Il che rappresenta una difficoltà non da poco, sul fronte revisione. E infatti, anche la procuratrice meneghina Francesca Nanni ha parlato di una valutazione “né semplice, né rapida“, malgrado abbia chiarito nelle scorse ore ai giornalisti che il processo ad Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi potrebbe essere celebrato a Pavia anche in assenza o in attesa di una revisione della condanna per Stasi (il codice di procedura penale prevede, fra i casi di revisione, proprio la circostanza per cui i “fatti stabiliti a fondamento” di una “sentenza” o di un “decreto penale di condanna” siano inconciliabili “con quelli stabiliti in un’altra sentenza penale”).

DNA, impronte, orari: un rebus per i giudici
Ma tornando alla revisione, sostanzialmente le 309 pagine dell’inchiesta restano per molti aspetti compatibili anche con lo scenario delineato dalla Cassazione nel 2015 che ha condannato a 16 anni Stasi.
Non c’è nessuna prova certa che collochi matematicamente Stasi fuori dalla scena del delitto.
E’ vero che il DNA di Stasi non è stato trovato sul materiale ungueale della vittima, ma c’è invece sulla cannuccia dell’Estathè trovata nella spazzatura in cucina. Il DNA di Sempio (o meglio del suo ceppo famigliare) invece c’è sulle unghie, ma lì c’è anche un “Ignoto 2“, che chissà da dove è arrivato, che potrebbe avvalorare una contaminazione casuale. Insomma su quelle unghie traccia dell’assassino potrebbe non essercene rimasta proprio.

Fronte impronte, Stasi ha lasciato la sua impronta digitale sul dispenser nel bagno, mentre a Sempio è attribuita (dalla Procura) l’impronta palmare 33 sulle scale della cantina. Entrambe però non collocabili con certezza nel tempo.

Gli orari. La consulenza della professoressa Cristina Cattaneo ha stabilito che, basandosi sul metodo del raffreddamento cadaverico (nomogramma di Henssge), la morte di Chiara Poggi è collocabile in un intervallo di elevatissima probabilità (95%) tra le 7:00 e le 12:30 del 13 agosto 2007. Il rapporto analizza anche i cosiddetti “metodi ancillari” (rigor e livor mortis) che tendono a “stringere” la stima tra le 10:00 e le 12:00, ma la consulenza rifiuta di considerare l’ipotesi con certezza scientifica.

Le analisi hanno confermato la presenza nello stomaco di cereali (Kellogg’s Special K) e biscotti parzialmente digeriti, coerenti con la colazione trovata sul divano. Questo indica che la morte è avvenuta probabilmente tra i 30 minuti e le 2 ore circa dall’ingestione della colazione, ma non è possibile stabilire l’orario esatto in cui la vittima ha mangiato. Se Chiara Poggi avesse fatto colazione alle 8.30, per esempio, la famosa finestra di 23 minuti dalle 9.12 (disattivazione dell’allarme di casa da parte della ragazza) alle 9.35 (quando Stasi si mette al computer in casa sua) resterebbe compatibile col delitto compiuto dal fidanzato.
In conclusione un vero rebus per i giudici: sia per la Nanni per la revisione che per il o la gup che dovrà decidere su Sempio (finora abbiamo data per scontata la richiesta di rinvio a giudizio, ma, altrettanto, che venga accolta non lo è affatto).
La camminata dello “scopritore” è sparita dagli atti
Infine, tralasciando la controversa vicenda della bici e dei pedali, resta comunque la camminata dello Stasi “scopritore”, che dagli atti della nuova indagine contro Sempio è completamente sparita.
Dato che, infatti, è stato subito sottolineato dai legali che tutelano la famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna.

Se davvero si è trovato sulla scena del delitto solo come “scopritore”, Stasi è stato vittima della più sfortunata coincidenza della storia della cronaca nostrana. Nella sentenza di condanna del 2015, inserita anche la perizia che calcolava la possibilità per lui di correre da una stanza all’altra di casa Poggi senza calpestare nemmeno una macchia di sangue (e lasciarne traccia su pedali e tappetini della sua Golf): equivaleva allo 0.00038%, una possibilità infinitesimale (ma pur sempre una possibilità, vincere un milione al gratta e vinci è ancor più bassa, circa lo 0,000012%, con un non trascurabile zero in più).