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Garlasco: “Ignoto 2”, i pedali e lo scompiglio creato da consulenti informatici e genetisti in tv

Marco Poggi tramite il suo legale, l'avvocato Francesco Compagna, ha diffidato per diffamazione i periti Porta e Occhetti

Garlasco: “Ignoto 2”, i pedali e lo scompiglio creato da consulenti informatici e genetisti in tv

Svanita la falsa convinzione che alla fine dell’incidente probatorio avremmo avuto finalmente delle “risposte”, in realtà è proprio adesso che la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco sta per entrare nel vivo.

E in vista di un processo sempre più probabile ai danni di Andrea Sempio, ci si continua ad arrovellare su quanto noto finora, con elucubrazioni anche interessanti.

Ieri abbiano dato notizia delle tre ultime novità più rilevanti di questi primi giorni del 2026: nuovi dubbi sulla (vecchia) faccenda dei pedali della bici di Stasi, ma anche il clamore creato da alcune comparsate televisive da parte di esperti che hanno lavorato al caso, e ci aggiungiamo pure l’irruzione (a volte ritornano) di “Ignoto 2“.

Lo ricordiamo il punto più interessante della nuova indagine contro Andrea Sempio sembra essere la scoperta del movente da parte degli inquirenti, ma in attesa di news ufficiali dalla Procura di Pavia, soprattutto i salotti televisivi sono stati fucina di spunti di discussione.

Tanto che, oltre alla conseguente (e consueta) fiumana di articoli, post su Meta e video su TikTok, c’è stata anche una significativa reazione legale da parte di Marco Poggi, fratello della vittima, che ha parlato di diffamazione.

Il video di Sempio nel Pc di Chiara Poggi

In effetti se già avevano colpito le foto inedite di Sempio in via Pascoli il pomeriggio dell’omicidio recentemente venute a galla, lo ha fatto ancor di più la notizia degli ultimi giorni del video di Sempio trovato nel pc di Chiara Poggi.

Sempio a scuola

Un filmato che sarebbe stato girato nel marzo 2007 all’Ipsia di Sannazzaro de’ Burgondi e che ritrae alcuni ragazzi (tra cui Sempio) che prendono a calci una palla di carta durante un’incursione serale nella loro scuola. Il video, caricato il 20 luglio sul pc in uso dai fratelli Poggi, sarebbe stato visto il 10 agosto e quella sarebbe stata l’ultima attività fatta su quel computer, tre giorni prima del delitto.

Tutto questo lo hanno raccontato i due consulenti informatici da giorni nuovi protagonisti della scena, Roberto Porta e Daniele Occhetti, incaricati durante la prima indagine su Garlasco dal giudice Stefano Vitelli.

Roberto Porta e Daniele Occhetti

Secondo i periti la visione del filmato a scuola il 10 agosto sarebbe stata fatta “presumibilmente” dalla vittima, ma in realtà non è possibile accertarlo.

A Zona Bianca su Rete4 i due periti hanno anche spiegato che Chiara non avrebbe mai aperto la cartella “Militare” nel pc di Stasi, dov’erano nascosti migliaia di file porno (alcuni dei quali pedopornografici, ma scaricati da Alberto a sua insaputa).

Il tutto dovrebbe far decadere il movente ventilato dalla Cassazione sul litigio tra Chiara e Alberto poi sfociato in delitto. Ma anche qui è impossibile stabilire davvero se quel litigio non ci sia comunque stato, magari per tutt’altre ragioni.

La diffida di Marco Poggi

In ogni caso lo scompiglio mediatico ha scatenato la reazione di Marco Poggi, che tramite il suo legale, l’avvocato Francesco Compagna, ha diffidato per diffamazione Porta e Occhetti, rei d’aver detto che erano più rilevanti i siti pornografici trovati sul pc di casa Poggi rispetto alle immagini trovate sul pc di Alberto Stasi e di essere andati in tv per parlare di dati giudiziari nei confronti di una persona che non è neanche coinvolta nell’inchiesta.

Marco Poggi in montagna nel 2007

Ma questi aspetti privati ritenuti secondo Poggi senza rilevanza penale non sono gli unici elementi sui quali ha acceso i riflettori il digitale terrestre.

I capelli nella mano destra di Chiara

Un altro perito, il genetista Matteo Fabbri (già nella difesa di Stasi) a Mattino Cinque ha, infatti, detto che i capelli trovati nella mano destra di Chiara, che per anni si è ritenuto che appartenessero alla vittima stessa, in realtà potrebbero appartenere a un soggetto geneticamente compatibile lungo la linea materna.

Capelli trovati nelle mani

Stando ai soli frequentatori della casa, si potrebbero insomma considerare anche la madre Rita Preda e il fratello. Marco Poggi per l’ennesima volta tirato in ballo, insomma, dopo il fioccar di teorie durante l’estate sul suo ritorno “di nascosto” dalle vacanze in Trentino (anche se non si capisce che ruolo avrebbe dovuto recitare nell’omicidio della sorella).

Il genetista Matteo Fabbri

Caccia a “Ignoto 2”

Ultimo elemento di questi giorni, il ritorno di “Ignoto 2”.

Se n’era già parlato in primavera, ma poi se n’era persa traccia nelle nebbie del circo mediatico. In sostanza dall’esame del materiale genetico trovato sulle unghie della vittima è emersa non solo la famosa traccia per la quale s’è stabilita una compatibilità statistica con la linea paterna di Sempio.

C’è anche un’altra traccia presa in considerazione durante l’incidente probatorio che sarebbe stata rinvenuta sull’anulare della mano sinistra di Chiara Poggi (MSX4), e che finora non è stata attribuita.

Unghie mano sinistra

Tuttavia, si tratta di un profilo (aplotipo Y maschile su 11 loci) integro e comparabile, solo che non s’è capito di chi sia, da qui la definizione “Ignoto 2“.

Di sicuro si sa però che la comparazione è esclusa con Stasi, Sempio, i Poggi e tutti gli altri frequentatori della casa.

Se quindi si scoprisse che su quelle unghie c’è finita casualmente la flebile traccia genetica lasciata, per dire, da un elettricista, un muratore, un corriere o un idraulico transitati tempo prima in casa Poggi, allora sarebbe facile fare due più due e concludere che una “contaminazione” accidentale ha fatto finire sulle unghie anche il DNA risultato comparabile con quello di Sempio.

Certo, a meno di considerare un secondo soggetto sulla scena del crimine, eventualità apparentemente esclusa da tutte le altre analisi investigative, almeno finora.

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