La nuova consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, depositata nella giornata di ieri, sull’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe modificare l’orario della morte, mettendo in discussione la condanna di Alberto Stasi. Un documento, ancora segreto, che potrebbe portare a una revisione del caso.
Depositata la consulenza Cattaneo
Dopo quasi vent’anni, l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, si arricchisce di un elemento destinato a scuotere le certezze consolidate nei processi precedenti. In Procura a Pavia è stata infatti depositata ieri, 23 febbraio 2026, la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata di riesaminare alcuni aspetti fondamentali del caso, tra cui l’orario della morte, il numero di colpi inferti, l’arma utilizzata e le modalità dell’aggressione.
Questa nuova perizia, affidata la scorsa estate, si inserisce nel procedimento che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio in concorso, e potrebbe mettere in discussione la sentenza definitiva che ha condannato a 16 anni di carcere Alberto Stasi.

L’orario della morte
Uno dei nodi più delicati riguarda proprio l’orario della morte di Chiara Poggi. Nella sentenza che ha portato alla condanna di Stasi, la morte era stata collocata tra le 9:12 e le 9:35 del mattino, un intervallo di appena 23 minuti. Questa tempistica stringata ha rappresentato la base per la ricostruzione della dinamica del delitto, ritenuta compatibile con l’alibi di Stasi.
La consulenza di Cattaneo, tuttavia, suggerisce un possibile allungamento della durata dell’aggressione, ipotesi che, se confermata, potrebbe rendere inattaccabile l’alibi di Stasi e aprire la strada a una revisione della sua condanna. Il documento, ancora secretato, è al momento in possesso esclusivo della Procura e non è stato notificato né alle difese né alla parte civile.

Tecnologie avanzate per una nuova analisi
Cristina Cattaneo, professoressa ordinaria di medicina legale all’Università Statale di Milano e direttrice del Labanof, ha potuto avvalersi di tecnologie e metodologie molto più avanzate rispetto a quelle disponibili nel 2007. Tra queste, la Bpa (Bloodstain Pattern Analysis) realizzata dai Ris di Cagliari, che ha permesso di analizzare con precisione la provenienza delle tracce di sangue trovate sulla scena del crimine.
Questi dati, uniti alle analisi antropometriche sul corpo di Sempio, mirano a verificare la compatibilità fisica dell’indagato con la figura dell’assassino emersa dalle tracce. Tuttavia, si tratta di un giudizio di compatibilità e non di una prova certa di responsabilità.
Revisione della condanna di Stasi?
Il deposito della consulenza rappresenta di fatto l’ultimo atto dell’indagine bis, che vede Sempio come principale sospettato. La Procura guidata da Fabio Napoleone e dal suo vice Stefano Civardi dovrà ora decidere come procedere, con tempi che si preannunciano rapidi.
Se le nuove evidenze dovessero confermare un’estensione temporale dell’aggressione, la revisione della condanna di Stasi potrebbe diventare una realtà concreta, con la possibile sospensione della pena attualmente scontata nel carcere di Bollate.
Questa nuova consulenza potrebbe dunque rappresentare una svolta decisiva in uno dei casi di cronaca nera più discussi e controversi degli ultimi decenni in Italia, aprendo scenari inediti e ponendo nuove domande sulla verità giudiziaria.