COLPO DI SCENA

Garlasco: Chiara vide le immagini porno sul pc di Stasi la sera prima del delitto, secondo i periti dei Poggi

"Nuovi nuovi software hanno consentito di acquisire un dato di assoluta certezza". Solo una settimana fa i consulenti informatici che lavorarono al caso nel 2007 hanno dichiarato l'esatto contrario

Garlasco: Chiara vide le immagini porno sul pc di Stasi la sera prima del delitto, secondo i periti dei Poggi

Ma come? E’ passata solo una settimana da questo titolo, Garlasco, rivelazione dei consulenti informatici: “File porno di Stasi mai visti da Chiara”, che ci tocca fare il titolo esattamente opposto.

Lo dicevamo giusto ieri… è ormai in corso la battaglia sui computer nel caso Garlasco.

Tutto e il contrario di tutto

Se i consulenti informatici che lavorarono al caso nel 2007 dicono che Chiara non aprì mai la cartella nel pc del fidanzato contenente migliaia di foto porno, i consulenti informatici della parte civile, ovvero della famiglia Poggi, sostengono l’esatto contrario, cioè che Chiara vide l’anteprima di quelle foto esattamente la sera prima di essere uccisa, presumibilmente in quella finestra temporale in cui Alberto Stasi tornò a casa sua per occuparsi del cane.

Dove sta la verità? Bella domanda, rassegniamoci a questo punto ad attendere il processo (o magari, viceversa, le motivazioni del gup sul mancato rinvio a giudizio di Andrea Sempio), perché è davvero arduo uscirne vivi, dalla battaglia dei periti in corso.

I consulenti informatici della parte civile

Partiamo dalla fine, perché ieri giustappunto abbiamo scritto del consulente informatico dei Poggi, Paolo Reale (“Mentre Stasi è tornato a casa per il cane, Chiara ha copiato su una chiavetta le foto del fidanzato dal suo pc”), quindi un tecnico.

Paolo Reale

Reale ha rivelato che quando Stasi se ne va per il cane, Chiara non rimane sul divano a vedere la tv, ma va al computer del suo ragazzo, inserisce la propria chiavetta USB e copia fotografie del suo viaggio di studio a Londra. Poi naviga all’interno delle cartelle di immagini, esplorandole fino alle 22.09.

Ebbene gli avvocati sempre della difesa, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che seguono da sempre i Poggi, sono invece andati ben oltre.

L’avvocato Francesco Compagna

Del lavoro di Reale e di altri due informatici, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, hanno svelato un bel pezzo in più, sostenendo categoricamente che la sera prima dell’omicidio del 13 agosto 2007, Chiara Poggi ha aperto la cartella “Militare” che era sul computer di Alberto Stasi e ha visto in anteprima alcune delle numerose immagini pornografiche che l’allora fidanzato aveva catalogato.

@tg1rai Caso #Garlasco, i legali della famiglia #Poggi: “Stasi ha ucciso Chiara perché avrebbe trovato file a sfondo erotico nel pc del fidanzato”. #Tg1 ♬ suono originale – Tg1Rai

“Io e il dottor Nanni Bassetti, abbiamo ricevuto l’incarico dalla famiglia Poggi il 3 novembre, molto prima che venisse reso pubblico il lavoro effettuato dai periti Occhetti e Porta – ha spiegato Falleti a Quarto Grado – Abbiamo analizzato il pc di Stasi con un software open source di nome Plaso che ci ha permesso di creare una super cronologia, una super timeline, dove all’interno, abbiamo riscontrato un dato molto importante: dalle 22, il 12 agosto 2007, è stata aperta la cartella ‘militare/nuova cartella’”.

“Chiara inserisce la chiavetta alle 21.59 e 24 secondi, alle 21.58 e 58 secondi c’è l’accesso a cartella ‘animali’, alle 22 abbiamo l’accesso alla cartella ‘militare/nuova cartella’ e, quasi in contemporanea, apre la cartella ‘Londra’ alle 22 e 15 secondi per poi copiare i file all’interno di quest’ultima nella sua chiavetta”, aggiunge Falleti.

Il duro contrattacco e la nota

I legali hanno affidato il duro contrattacco a una nota:

“Abbiamo ritenuto di fare chiarezza anche sulle false notizie diffuse in questi mesi sollecitando un ulteriore approfondimento informatico, dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del Pc di Stasi in cui erano stati catalogati, per genere, i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca.

Secondo quanto evidenziato da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale ad una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi. Come abbiamo più volte denunciato si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione”.

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Sempio nel 2007

Le ragioni della loro posizione

Come fa la parte civile a smontare la tesi dei periti del 2007?

Perché nel nuovo “approfondimento informatico” sarebbero stati usati “dei programmi nuovi, dei nuovi software, che hanno consentito, attraverso le analisi sulla copia forense (del pc di Stasi, ndr) di acquisire un dato di assoluta certezza“.

Ovvero che quando lui si allontanò quella sera del 12 agosto 2007 Chiara aprì quella cartella.

E in effetti potrebbe anche essere, del resto le moderne tecnologie potrebbero ancora stupirci in questo caso ormai vecchio di 18 anni, non solo per quanto riguarda la genetica, ma anche per l’informatica.

Perché è un elemento importante

La nuova consulenza sarà depositata in Procura a Pavia, i legali dei Poggi chiederanno alla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli di sottoporre il tutto a incidente probatorio e incaricare un consulente informatico terzo e imparziale di confermare (o smentire).

E’ un elemento importante, perché anche la Cassazione che ha condannato Stasi nel 2015 menzionava in sentenza quelle immagini come possibile movente del delitto.

La settimana scorsa, al contrario, i due consulenti informatici Roberto Porta e Daniele Occhetti, incaricati durante la prima indagine su Garlasco dal giudice Stefano Vitelli, sostenevano la tesi opposta.

Roberto Porta e Daniele Occhetti

A Zona Bianca su Rete4 hanno spiegato che, in base al loro lavoro dell’epoca, Chiara non avrebbe mai aperto la cartella “Militare” nel pc di Stasi, dov’erano nascosti migliaia di file porno (alcuni dei quali pedopornografici, ma scaricati da Alberto a sua insaputa) facendo insomma decadere il movente ventilato dalla Cassazione sul litigio tra Chiara e Alberto poi sfociato in delitto.

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