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La tragedia

Tragedia Funivia: lotta per la vita il piccolo Eitan, a salvarlo l'abbraccio del papà

La risonanza magnetica a cui è stato sottoposto il bambino di cinque anni è risultata negativa ed ha escluso lesioni neurologiche.

Tragedia Funivia: lotta per la vita il piccolo Eitan, a salvarlo l'abbraccio del papà
Cronaca Pavia, 24 Maggio 2021 ore 21:26

Funivia Stresa: la lotta per la vita del piccolo Eitan, ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Regina Margherita di Torino. Il bambino, nella tragedia ha perso il papà, la mamma e il fratellino di 2 anni. Tutti residenti a Pavia.

AGGIORNAMENTO DELLE 20.30: La risonanza magnetica a cui è stato sottoposto il piccolo Eitan nel pomeriggio è risultata negativa ed ha escluso lesioni neurologiche. Il bambino resta in Rianimazione intubato e sedato e in prognosi riservata. Domani i medici proveranno lentamente a svegliarlo e si dimostrano cautamente ottimisti.

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Funivia Stresa: la lotta per la vita del piccolo Eitan

Eitan, ha 5 cinque anni, ne compirà 6 fra qualche mese, ed è l'unico sopravvissuto della cabina della funivia caduta ieri sul Mottarone, nei pressi di Stresa. Una giornata che doveva essere spensierata e che invece si è tramutata in tragedia.

A salvare Eitan potrebbe essere stato l'ultimo disperato abbraccio di papà Amit Biram, deceduto insieme alla moglie Tal Peleg e al fratellino, Tom di soli 2 anni.

In prognosi riservata

Eitan si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita di Torino. E' in rianimazione. Intubato e sedato. Ieri è stato sottoposto ad un intervento per ridotte le fratture. E anche se la prognosi è riservata e si trova in gravi condizioni, le sue condizioni fortunatamente sono stabili.

"Al suo arrivo in ospedale ieri era cosciente e vigile, spaventatissimo" riferisce il direttore generale dell'ospedale Regina Margherita di Torino, dott. Giovanni La Valle. "Chiedeva aiuto, ma allo stesso tempo diceva di lasciarlo stare, di non toccarlo. Era visibilmente spaventato".

Le rassicurazioni del Presidente del Piemonte

"Sono appena uscito dall’ospedale Regina Margherita. Le condizioni del piccolo Eytan ci danno tanta speranza. Non ci sono danni cerebrali, né agli organi interni. Oggi insieme all’Ambasciatore di Israele in Italia ho cercato di trasmettere tutto l’affetto del Piemonte ai nonni e alla zia di questo bimbo sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone. Eytan in ebraico significa “forte”. E in questo momento così buio, la tua forza è per noi luce. Siamo tutti con te Eytan".

Forse la corporatura robusta del padre, forse quell'ultimo abbraccio prima dell'impatto al suolo, possono averlo veramente strappato alla morte.

Quel papà che ora non c'è più. Quel papà, Amit Biran 30enne che ha perso la vita insieme alla moglie Tal Peleg Biran, 25 anni e al figlio più piccolo, Tom Biran, 2 anni. Come non ci sono più altre 11 persone, che domenica sono andate sul quella dannata funivia per trascorrere una giornata serena ed invece sono andate incontro ad un tragico destino.

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Lutto cittadino a Pavia

“Credo di interpretare i sentimenti di tutti esprimendo profondo dolore per la tragedia del Mottarone, che ha portato via 14 anime, coinvolgendo anche una famiglia residente a Pavia. In questo momento, il pensiero va a loro e ai loro cari. Dopo tante difficoltà e attese, sembrava una domenica in cui tornare finalmente alla vita. Si è trasformata in una sciagura. È terribile”, ha detto Mario Fabrizio Fracassi, Sindaco di Pavia.

“Per la morte di Amit, Tal e del piccolo Tom ho intenzione di indire il lutto cittadino, ha proseguito. Pavia è una comunità ferita ed è il momento di stringersi nel comune dolore, di far sentire il sostegno della Città a chi ha perso i propri cari, i propri amici. Anche per Eitan, salvato dall’abbraccio protettivo del padre, che ancora lotta per la vita in ospedale. Invito chi crede a pregare per Lui”.

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Il cordoglio della comunità ebraica

“Erano rientrati da poco da Israele e volevano passare una giornata spensierata. È una tragedia che lascia senza parole”, il cordoglio espresso dal presidente della Comunità ebraica di Milano Milo Hasbani. “Amit faceva sicurezza da noi. Era studente di medicina, un giovane molto gentile, sempre sorridente. Una persona squisita. È veramente un grande dolore”.

(Foto di copertina profilo Facebook Amit Biran)