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Coronavirus, plasma dei guariti per curare i malati: sperimentazione conclusa

Presto verranno pubblicati i dati dello studio.

Coronavirus, plasma dei guariti per curare i malati: sperimentazione conclusa
Cronaca Pavia, 30 Aprile 2020 ore 11:21

Coronavirus e plasma iperimmune: conclusa la sperimentazione, presto verranno pubblicati i risultati.

Coronavirus, plasma dei guariti per curare i malati: sperimentazione conclusa

Si è conclusa la sperimentazione sull’utilizzo del plasma convalescente nei pazienti critici affetti da Covid-19. Lo studio, condotto al Policlinico San Matteo di Pavia, a partire da marzo, da Cesare Perotti, direttore del servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale, ha visto il coinvolgimento anche di varie strutture dell’ospedale di Mantova:  Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, diretta da Massimo FranchiniPneumologia, diretta da Giuseppe De DonnoMedicina di Laboratorio, diretta da Beatrice CarusoMalattie Infettive, diretta da Salvatore Casari.

I donatori

A Pavia sono 250 le persone che si sono rese disponibili a effettuare una donazione per la cura sperimentata dal dr. Cesare Perotti, direttore del servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del Policlinico. Una gara di solidarietà da parte dei donatori, che si propongono anche da fuori provincia e da altre regioni italiane per offrire il loro prezioso emocomponente.

“I pazienti convalescenti – ha riferito Perotti – hanno risposto con entusiasmo. Purtroppo non tutti sono idonei: i primi che hanno contratto il virus, infatti, non hanno più anticorpi neutralizzanti. Il plasma, inoltre, deve essere infuso prima che il paziente venga portato in rianimazione”.

La cura

I malati trattati sono stati 52 in totale. E tutti hanno ottenuto risultati incoraggianti. La sperimentazione ora si sta concludendo e presto si potranno pubblicarne i dati. Per ogni donatore si possono guarire due pazienti. Il tutto senza (o pochi) effetti collaterali: può comparire una leggera febbre e una reazione cutanea simile all’orticaria. Ma sino ad ora è capitato in un solo caso.

A breve, inoltre, partiranno nuove sperimentazioni multicentriche, per potere continuare a utilizzare questa importante terapia antivirale contro il coronavirus.

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