RISULTATI INCORAGGIANTI

Pavia e Mantova sono più avanti: plasma dei guariti per curare i malati di Covid-19

Il plasma iperimmune è già stato utilizzato in passato per curare Sars e Ebola.

Pavia e Mantova sono più avanti: plasma dei guariti per curare i malati di Covid-19
Pavia, 01 Aprile 2020 ore 10:05

Il Policlinico San Matteo di Pavia è la prima realtà a livello nazionale in cui è stato avviato un protocollo sperimentale di cura per Covid-19 che si basa su infusioni di plasma dei pazienti guariti e che si sono immunizzati in coloro che devono ancora essere curati.

Coronavirus: plasma dei guariti per salvare i malati

Si tratta di una procedura già collaudata che può essere utilizzata per combattere un virus nuovo ma anche per salvare pazienti in gravi condizioni, ha spiegato Cesare Perotti, responsabile del servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del San Matteo di Pavia. Il plasma iperimmune è già stato utilizzato anche in passato per curare Sars e Ebola. Ma chi sono i donatori? Ovviamente i pazienti da Covid-19, con due tamponi negativi effettuati in due giorni consecutivi. Nel loro plasma infatti si sono sviluppati anticorpi in grado di combattere efficacemente il virus.

Partita la sperimentazione

Ora, dopo il nulla osta dall’Iss è partita la sperimentazione. Come riporta Prima Mantova, nei prossimi 10 giorni saranno 20 i pazienti trattati con plasma iperimmune da ASST Mantova. Si vedono intanto i primi miglioramenti per 5 malati che fino ad ora hanno potuto beneficiare della terapia, grazie all’emocomponente proveniente dal Policlinico San Matteo di Pavia, capofila della sperimentazione.

“L’impiego di plasma prodotto da persone guarite – sottolinea Salvatore Casari, direttore delle Malattie Infettive – ci riporta all’origine dell’Infettivologia moderna, quando si utilizzavano i “sieri iperimmuni” per la terapia e la prevenzione di malattie come il Tetano e la Rabbia. Il presupposto di impiego è legato alla somministrazione, al paziente malato, di anticorpi prodotti da chi è già guarito, anticorpi che possono inattivare il virus. In attesa di presidi analoghi e più tecnologici, come gli anticorpi monoclonali, il ricorso al plasma è una risorsa terapeutica molto interessante”.

Sintomatologia migliorata nei pazienti trattati

Il direttore della Pneumologia dell’ospedale di Mantova Giuseppe De Donno precisa che in tutti i pazienti trattati al momento la sintomatologia è migliorata:

“I risultati sono incoraggianti. Si sceglie questa terapia in caso di grave insufficienza respiratoria. Nella maggior parte dei casi si tratta di malati sottoposti a ventilazione meccanica non invasiva. Gli obiettivi: evitare il peggioramento delle condizioni e l’intubazione, interrompere precocemente la ventilazione non invasiva e raggiungere una stabilizzazione”.

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