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Avvelenamenti da Colchicina, premio a tossicologa 31enne della Maugeri

Azzurra Schicchi ha messo a punto una scala di gravità dell’intossicazione in grado di aiutare i clinici a determinare l’urgenza degli interventi.

Avvelenamenti da Colchicina, premio a tossicologa 31enne della Maugeri
Pavia, 16 Ottobre 2020 ore 18:38

Avvelenamenti da Colchicina, a giovane tossicologa  della Maugeri di Pavia lo Young Award EAPCCT: un suo studio fornisce ai clinici una scala di valori per valutare il rischio grave.

Avvelenamenti da Colchicina

È una delle intossicazioni peggiori, perché si rivela mortale nel 90% dei casi gravi. La Colchicina è un farmaco antinfiammatorio di grande efficacia per la gotta, il cui sovraddosaggio o l’assunzione accidentale in eccesso, fornisce ogni anno, alcune decine di casi di intossicazione. Oppure, viene ingerita la pianta (Colchicum Autumnale) da cui si estrae la colchicina, perché sovente scambiata per Zafferano selvatico.

La scala di gravità dell’intossicazione

Una giovane tossicologa del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, Azzurra Schicchi, ha messo a punto una scala di gravità dell’intossicazione in grado di aiutare i clinici a determinare l’urgenza degli interventi dinnanzi a questo tipo di avvelenamento in un lavoro che ha ricevuto, negli scorsi giorni, il “Young Investigator Award” attribuito dalla European Association of Poisons Centres and Clinical Toxicologists (EAPCCT), cui aderiscono le principali associazioni scientifiche europea e quella americana di tossicologia clinica.

“Si tratta di un nomogramma, un grafico che incrocia valori di intossicazione, tempi trascorsi dalla assunzione e livello di rischio”, spiega il direttore del Centro, Carlo Locatelli, “che consente di ottenere un dato obiettivo sulla possibilità di sopravvivenza in base al valore misurato di colchicinemia. Uno strumento che, una volta validato, potrà essere utilizzato per valutazioni prognostiche in urgenza e per le scelte di trattamenti invasivi precoci, come la circolazione extracorporea”.

Lo studio

Schicchi, classe 1989, di Cefalù (Pa), laureatasi e specializzatasi a Pavia, ha basato il suo lavoro scientifico su una casistica molto ampia per questo tipo di avvelenamento: 77 intossicazioni, tutte da farmaci, di cui 25 trattate dal Centro pavese in collaborazione con il Laboratorio di analisi del Policlinico San Matteo, e 52 su cui ha lavorato il Lariboisière Hospital della Paris-Ddierot University, diretto da Bruno Mégarbane, presso la cui Tossicologia ha svolto parte della sua specializzazione.

Schicchi ha analizzato tutte le intossicazioni nel loro decorso, individuando l’esatta correlazione fra il dosaggio di questo alcaloide, ossia la sua presenza nell’organismo, e il tasso di mortalità:Le prime 24 ore di intossicazione da colchicina”, spiega Schicchi, “sono decisive per le attività cliniche che si devono adottare, e questo nomogramma, può fornire ai clinici gli elementi per decidere rapidamente gli interventi da mettere in campo”.

“Uno studio”, chiosa Locatelli, “che dimostra il valore della ricerca in tossicologia clinica del nostro Centro e dell’IRCCS Maugeri. Era la decima volta che una nostra ricerca entrava fra le tre finali, cosa che non accade per le altre strutture gemelle a livello mondiale”.

Azzurra Schicchi

Il Centro Antiveleni

Il Centro Antiveleni-Centro Nazionale di Informazione Tossicologica dell’IRCCS Maugeri Pavia, attivo da 28 anni, offre consulenza tossicologica h24, sette giorni su sette, a Dipartimenti di emergenza-urgenza e strutture di Pronto soccorso di tutta Italia, e a tutta la popolazione.

Diretto dal tossicologo Carlo Locatelli, che guida un’équipe di 22 specialisti, il Centro ha svolto nel 2019 84mila consulenze tossicologiche ad ampio spettro: da quelle alimentari all’abuso di farmaci, dall’assunzione di sostanze stupefacenti all’ingestione di piante o bacche o fiori velenosi al morso di animali, come vipere o ragni, alle intossicazioni da monossido di carbonio, ecc.

Per il Ministero della Salute gestisce la Scorta Nazionale degli Antidoti, per il Sistema Sanitario Nazionale ha creato la Banca dati Antidoti contribuendo, anche attraverso la collaborazione delle Prefetture, al reperimento e invio degli antidoti in tutte le strutture sanitarie del Paese che ne hanno necessità per la cura di intossicazioni in urgenza. Di concerto con presidenza del Consiglio, Istituto Superiore della Sanità e Ministero della Salute si occupa di “tabellare”, ossia di far inserire nell’elenco delle sostanze illegali le droghe e sostanze di abuso.

Amazon sostiene il Reparto di Oncoematologia Pediatrica del San Matteo

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