SANITA'

La chirurgia complessa si fa in squadra: asportata massa renale di 12 centimetri a Voghera

Si rafforza l’asse strategico tra l’ASST di Pavia e il Policlinico San Matteo: un intervento di altissima precisione suggella il successo dell’integrazione clinica basata sul modello Hub & Spoke

La chirurgia complessa si fa in squadra: asportata massa renale di 12 centimetri a Voghera

Un complesso intervento laparoscopico a Voghera su una massa renale di 12 cm suggella il successo del modello sanitario Hub & Spoke nel pavese. La cooperazione strategica e tecnologica tra l’ASST di Pavia e il Policlinico San Matteo garantisce così cure urologiche d’eccellenza e mini-invasive direttamente sul territorio.

Chirurgia complessa

Una sinergia chirurgica d’eccellenza ha permesso di portare a termine con successo un delicatissimo intervento mini-invasivo presso l’Ospedale Civile di Voghera, confermando l’efficacia della collaborazione strategica tra la Struttura Complessa (SC) di Urologia dell’ASST di Pavia e la SC di Urologia della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

L’operazione, che ha visto la rimozione in laparoscopia di un tumore renale di notevoli dimensioni, sancisce un passo in avanti decisivo nel consolidamento di una rete assistenziale integrata, pensata per mettere le competenze specialistiche di più alto livello a diretto servizio dei pazienti del territorio.

L’intervento da record a Voghera

Nei giorni scorsi, le sale operatorie dell’Ospedale Civile di Voghera sono state il teatro di un intervento chirurgico ad alta complessità tecnologica e clinica: una nefrectomia destra laparoscopica eseguita su un paziente affetto da una massa renale del diametro di circa 12 centimetri. Date le dimensioni della patologia, l’approccio ha richiesto una perizia estrema per garantire la totale eradicazione del tessuto tumorale salvaguardando l’integrità del paziente attraverso tecniche non invasive.

L’operazione è stata condotta con successo dall’équipe della SC di Urologia dell’ASST di Pavia, guidata in prima persona dal direttore, dottor Giovanni Luca Giliberto, e coadiuvata dal prezioso contributo del dottor Dario Sessa. L’intera procedura ha beneficiato della supervisione attiva del professor Richard Naspro, direttore della SC di Urologia della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e Professore associato di Urologia presso l’Università degli Studi di Pavia, nonché esperto di fama internazionale nel campo della chirurgia laparoscopica e robotica. Il decorso post-operatorio si è svolto regolarmente e senza complicanze, permettendo le rapide dimissioni del paziente verso il proprio domicilio in ottime condizioni di salute.

Il modello Hub & Spoke

Questo successo clinico non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un modello organizzativo strutturato e collaudato, denominato “Hub & Spoke”. All’interno di questa architettura sanitaria, il Policlinico San Matteo di Pavia riveste il ruolo di centro di riferimento principale (“Hub”) deputato alla gestione e al coordinamento dei casi urologici a maggiore complessità clinica e tecnologica, mentre i presidi dell’ASST fungono da nodi territoriali (“Spoke”).

La stretta e costante integrazione tra le due istituzioni sanitarie permette di condividere in tempo reale competenze scientifiche, dotazioni tecnologiche all’avanguardia ed esperienze cliniche. Questo interscambio sistematico garantisce ai cittadini un percorso di cura fluido, personalizzato e sicuro, offrendo l’accesso immediato al livello di assistenza più appropriato ed efficace in ogni singola fase del percorso diagnostico e terapeutico, direttamente sul territorio di riferimento e riducendo al minimo la necessità di migrazioni sanitarie verso altre zone.

Tecnologia 4K e chirurgia mini-invasiva

L’iniziativa si configura come un tassello fondamentale nel percorso di sviluppo e potenziamento della chirurgia urologica mini-invasiva nella provincia di Pavia. L’orientamento condiviso è quello di prediligere l’utilizzo di tecniche laparoscopiche avanzate, capaci di coniugare la massima efficacia terapeutica e oncologica con una drastica riduzione del trauma chirurgico. Questo approccio si traduce in tempi di recupero decisamente più rapidi, minor dolore post-operatorio e degenze ospedaliere ridotte.

A supporto tecnologico di questa visione lungimirante, la SC di Urologia dell’ASST di Pavia si è recentemente dotata di una strumentazione di ultima generazione: una nuova colonna laparoscopica con tecnologia visiva in 4K. Questo dispositivo consente ai chirurghi una visualizzazione ad altissima definizione e con una profondità di dettaglio senza precedenti delle strutture anatomiche e vascolari. L’acquisizione di tale tecnologia contribuirà in modo significativo a potenziare ulteriormente i volumi e la qualità dell’attività chirurgica mini-invasiva a carico dell’apparato urinario eseguibile presso i presidi dell’ASST.

La voce dei protagonisti

Il valore di questo traguardo e le prospettive future del progetto sono emersi con chiarezza nelle parole dei direttori delle rispettive strutture complesse coinvolte, i quali hanno espresso profonda soddisfazione per i risultati clinici e organizzativi sinora ottenuti.

“La collaborazione con il Policlinico San Matteo rappresenta un’importante opportunità di crescita professionale e organizzativa per la nostra struttura – sottolinea il direttore della SC di Urologia dell’ASST di Pavia, dottor Giovanni Luca Giliberto –. Ringrazio il prof. Richard Naspro per la disponibilità e il contributo offerto. L’obiettivo comune è continuare a rafforzare la rete urologica provinciale, mettendo a fattor comune competenze, tecnologie ed esperienze per offrire ai cittadini un’assistenza sempre più qualificata”.

Alle parole del direttore dell’ASST di Pavia hanno fatto eco le dichiarazioni del professor Richard Naspro, che ha aggiunto:

“La collaborazione tra ospedali della stessa provincia rappresenta un valore strategico per il sistema sanitario. Condividere competenze e percorsi significa far crescere i professionisti, diffondere le tecniche più avanzate e garantire ai pazienti cure sempre più moderne e di elevata qualità, mantenendo sul territorio un’offerta assistenziale di eccellenza”.