MATURITà

Alberto Biscaldi ospite alla cerimonia dei diplomi del liceo Omodeo di Mortara

Il poeta pavese torna nelle “sue” aule: discorso a braccio, sorpresa finale e un diploma simbolico consegnato da preside ed ex professoresse

Alberto Biscaldi ospite alla cerimonia dei diplomi del liceo Omodeo di Mortara

Si è svolta giovedì 9 luglio 2026 la cerimonia della consegna dei diplomi al liceo Omodeo di Mortara, alla quale ha preso parte, su invito, l’ormai noto poeta pavese Alberto Biscaldi, oggi residente nel Milanese dopo un breve periodo trascorso in Francia.

Una cerimonia all’Americana

Da ormai diversi anni il liceo Omodeo di Mortara celebra questo importante traguardo organizzando una giornata speciale interamente dedicata ai giovani maturandi, con una cerimonia in stile americano che vede gli studenti indossare il tradizionale cappello quadrato per la consegna delle pergamene.

Anche Alberto Biscaldi ha frequentato quelle stesse aule: per questo, partecipare all’evento è stato per lui un onore, un ritorno significativo nel luogo in cui è cresciuto. Davanti ai maturandi, li ha incoraggiati a inseguire i propri sogni, condividendo con loro un messaggio di fiducia e motivazione.

L’importanza dei sogni

Un invito che ha colto di sorpresa il giovane dottorando dell’Università Cattolica che, pur essendo ormai abituato a parlare in pubblico anche grazie ai riconoscimenti ottenuti in breve tempo – Premio Agostino Gemelli e Civica Benemerenza – si è trovato per la prima volta in difficoltà nel preparare un discorso, dovendo ricoprire un ruolo di tale rilievo davanti a un pubblico con una fascia d’età molto vicina alla sua.

Emozionato e incredulo all’idea di poter essere un punto di riferimento per i giovani maturandi, si è poi lasciato guidare dalle sensazioni del momento e dalla grinta dei liceali, trovando naturalezza e ispirazione nel loro entusiasmo.

 

“Negli ultimi giorni ho avuto difficoltà a preparare un discorso. Per la prima volta nella mia vita ne avevo scritto uno, proprio perché non sapevo cosa dire. Ma quando sono arrivato, davanti a più di cinquecento persone, tutta l’energia delle classi quinte mi ha travolto. Ho capito che il discorso scritto non avrebbe retto a quel momento, così ho deciso di parlare a braccio.

Mi sono concentrato su una cosa che mi è sempre stata antipatica: il nome “maturità”. Implica che dopo l’esame si debba diventare adulti, quadrati. Io invece tutto quello che ho fatto l’ho fatto perché non sono mai diventato maturo: sono rimasto fedele al bambino che ero, ai suoi sogni incoscienti. Ho raccontato che da piccolo non parlavo quasi, poi mi sono innamorato delle storie e della poesia, che mi hanno aperto un mondo. Quel bambino è ancora quello che parla oggi.

Il consiglio che ho dato è stato di continuare ad ascoltare il bambino che hanno dentro, di non spegnere la sua voce, di credere al suo coraggio. I sogni possono anche non realizzarsi, ma l’unica cosa imperdonabile è non aver provato a realizzarli. Ho chiuso con una citazione: “Si alza il vento, bisogna tentare di vivere”.”

Video di Marika Ferla:

 

Dopo un discorso intenso e motivante, incentrato sull’importanza di inseguire i propri sogni per non vivere con il rimorso di non averci provato, il giovane poeta ha vissuto un momento del tutto inatteso: si è “diplomato” anche lui.

Con sua grande sorpresa, la preside e le sue ex professoresse gli hanno consegnato il diploma, facendogli rivivere simbolicamente un’esperienza che ai suoi tempi non esisteva. Un gesto affettuoso e inatteso che ha reso la giornata ancora più significativa.

“La parte più bella è stata la sorpresa finale: la preside e i miei ex professori mi hanno “diplomato”, in modo simbolico, perché ai miei tempi questa cerimonia non esisteva. Mi hanno dato il tocco e il mio diploma. È stato un momento molto emozionante.”

I progetti per il futuro

L’agenda di Biscaldi resta fitta: tra la stesura della tesi, i progetti in arrivo che verranno annunciati nei prossimi mesi e l’impegno nella collaborazione con la Casa della Poesia di Milano, dove lavora a iniziative pensate per portare la poesia tra i cittadini e all’interno delle università.