DERISA SUI SOCIAL

Tragedia in Liguria, i video shock con le risate: “Ve lo giuro questa è morta, bro”

Mentre una 23emme perde la vita e l’amica lotta in rianimazione, il passeggero dell'auto pubblica filmati che hanno scatenato rabbia e polemiche in tutta Italia

Tragedia in Liguria, i video shock con le risate: “Ve lo giuro questa è morta, bro”

A Ceriale (SV), dopo lo schianto costato la vita alla 23enne Sofia Barberi e il grave ferimento dell’amica Emma, un passeggero dell’auto coinvolta ha filmato la tragedia ironizzando sui social. Il giovane ha poi scatenato una violenta bufera mediatica per un secondo video di provocazione girato a Malpensa prima di fuggire all’estero.

Tragedia in Liguria

C’è un confine netto, eppure drammaticamente valicato, che separa la pietà umana dal cinismo digitale. Un confine crollato nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 giugno 2026 lungo la via Aurelia a Ceriale (SV), dove lo schianto fatale costato la vita alla 23enne Sofia Caterina Barberi e il gravissimo ferimento dell’amica Emma Brasca è stato trasformato nel palcoscenico di una macabra diretta social. Mentre i soccorritori tentavano disperatamente di rianimare la vittima, un passeggero della vettura coinvolta filmava i rottami ironizzando sulla morte: un oltraggio proseguito nei giorni successivi fino alla fuga del giovane dall’aeroporto di Malpensa, documentata dall’ennesimo video-shock che ha rinfocolato l’indignazione dell’intera opinione pubblica italiana.

“Ve lo giuro, questa è morta”

A trasformare il dolore di una tragedia stradale in una profonda ondata di rabbia collettiva è stato il comportamento di uno dei ragazzi a bordo della vettura coinvolta. Nelle momenti immediatamente successivi all’impatto, mentre i soccorritori operavano sull’asfalto, il giovane ha registrato e pubblicato in rete un filmato in cui commentava l’accaduto ridendo.

Le frasi, poi rimosse ma prontamente acquisite dagli atti dell’inchiesta della Procura di Savona, sono durissime:

“Ve lo giuro, questa è morta, bro. Abbiamo rotto tutto stanotte. Per un mese niente lavoro, tentato omicidio ci han dato”.

Il video è diventato immediatamente virale, sollevando la reazione furiosa del web e della cittadinanza.

Le scuse e la fuga

Travolto dalle polemiche, il giovane ha in un primo momento tentato di scusarsi con un secondo messaggio, provando a giustificarsi:

“Chiedo scusa per le storie che ho messo, ho capito la gravità delle cose, sono un coglione e me ne vergogno… Ero ubriaco, non capivo le cose, mi dispiace”.

Ammissioni giudicate tardive e insufficienti dalla popolazione, tanto da spingere un gruppo di persone a radunarsi in segno di protesta sotto l’abitazione del ragazzo, rendendo necessario l’intervento dei Carabinieri per garantire l’ordine pubblico.

Lunedì 22 giugno 2026 l’ultimo atto del caso mediatico: il giovane ha scelto di lasciare l’Italia imbarcandosi dall’aeroporto di Malpensa. Invece di mantenere il silenzio, ha deciso di riprendersi nuovamente per un nuovo reel su Instagram, riaccendendo le polemiche:

“Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione. Mi ha rovinato la vita sto incidente. Mi tocca cambiare vita. Meno male che prendo tutto sul ridere”.

Parole che hanno riaperto una ferita profonda nella comunità, pronunciate a poche ore dalla morte di Sofia e con Emma ancora sospesa tra la vita e la morte.

Sofia Barberi

Lo schianto

Sotto il profilo giudiziario, l’incidente si è consumato poco dopo l’una del mattino. Sofia Caterina Barberi, che avrebbe compiuto 23 anni venerdì 26 giugno 2026, viaggiava a bordo di uno scooter insieme all’amica Emma Brasca. All’improvviso, si è verificato l’impatto violentissimo con una Fiat 500 guidata da una ragazza neopatentata residente a Vigevano, che aveva conseguito la patente da appena tre mesi. Secondo le primissime ricostruzioni, la vettura avrebbe tentato una manovra di sorpasso invadendo la corsia opposta, centrando in pieno il ciclomotore.

Sofia è spirata poco dopo il ricovero in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Emma, invece, è stata sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico e si trova tuttora in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione; stando a fonti locali e nazionali, i medici sono stati costretti ad amputarle un piede. La ragazza alla guida della Fiat 500 è indagata per omicidio stradale e lesioni gravissime (i test su alcol e droga sono risultati negativi). Tramite il suo legale, l’avvocato Paolo Larcesi, ha preso fermamente le distanze dall’autore dei video:

“Non sono neanche miei amici, mi hanno solo chiesto un passaggio”.

Il silenzio della famiglia

Al cinismo virtuale ha risposto la compostezza e il dolore dignitoso della famiglia di Sofia. La madre della vittima, Barbara De Stefano, stimata assessora ai Servizi sociali del Comune di Ceriale, ha fermamente rifiutato di alimentare la spirale d’odio legata ai video:

“Sofia non c’è più, non ho visto niente e non mi interessa niente. Una disgrazia così grande non me la potevo aspettare. Quello che devo sapere, lo so: mia figlia non c’è più“.

La donna ha invitato la comunità a non guardare le provocazioni web e a concentrare le preghiere per la sopravvivenza di Emma.

Mentre il sindaco di Alassio, Marco Melgrati, esprimeva il profondo cordoglio delle istituzioni invocando una riflessione collettiva sul rispetto e sulla sicurezza, la sera di lunedì 22 giugno 2026 le strade di Ceriale si sono riempite per una passeggiata solidale. Centine di persone hanno sfilato in silenzio stringendo tra le mani palloncini bianchi: un simbolo di purezza per l’ultimo saluto a Sofia, e una dimostrazione di forza e vicinanza per Emma, che continua a lottare in un letto d’ospedale.