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A Vigevano il voto di Vannacci pesa sul ballottaggio: il centrodestra si spacca e Previde Massara resta senza appoggi

Futuro Nazionale invita i propri elettori alla scheda nulla o bianca. Nessun sostegno al candidato di Forza Italia, mentre il centrosinistra di Rossella Buratti prova a capitalizzare la divisione nel fronte avversario

A Vigevano il voto di Vannacci pesa sul ballottaggio: il centrodestra si spacca e Previde Massara resta senza appoggi

A Vigevano il ballottaggio tra Rossella Buratti e Paolo Previde Massara si complica per il mancato appoggio dell’area vannacciana, che invita i suoi elettori a scheda nulla o bianca. La scelta di Futuro Nazionale, forte del 14,21% al primo turno, potrebbe pesare sull’esito finale e favorire il centrosinistra.

Vigevano al ballottaggio

A Vigevano il secondo turno delle amministrative si annuncia tutt’altro che lineare. La sfida tra Rossella Buratti, candidata del centrosinistra forte del 34% ottenuto al primo turno, e Paolo Previde Massara, esponente di Forza Italia fermo al 24%, si intreccia infatti con la scelta di Futuro Nazionale, la lista riconducibile all’area di Roberto Vannacci, che al primo turno ha raccolto il 14,21% dei consensi.

Rossella Buratti

La decisione del gruppo vannacciano di non schierarsi con nessuno dei due contendenti e di invitare gli elettori ad annullare la scheda o, in alternativa, a votare bianca, rischia di pesare in modo significativo sull’esito finale. In una città governata dalla destra ininterrottamente da 26 anni, il ballottaggio potrebbe trasformarsi in un passaggio decisivo per gli equilibri politici locali.

Il centrodestra diviso all’appuntamento decisivo

Il primo turno ha certificato una frammentazione profonda nel campo del centrodestra. Oltre a Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia, erano in corsa anche Riccardo Ghia, candidato di Lega e Fratelli d’Italia, e Furio Suvilla, espressione di Vigevano Futura e riferimento dell’area vannacciana.

Paolo Previde Massara
Paolo Previde Massara

Questa divisione ha impedito la costruzione di un fronte unitario già al primo turno e ora rende più complicato il recupero in vista del ballottaggio. Non c’è infatti alcun apparentamento formale tra le liste rimaste in campo, e la scelta della Lega di lasciare libertà di voto ai propri elettori conferma un quadro tutt’altro che compatto.

Suvilla: “Nessun voto utile, solo coerenza”

A rompere definitivamente gli indugi è stato proprio Furio Suvilla, che ha ufficializzato la linea della sua area politica con un messaggio netto: nessun sostegno a Previde Massara e nessuna indicazione per il candidato del centrodestra.

Nel suo intervento, Suvilla ha spiegato che il dialogo con la coalizione guidata da Forza Italia era stato avviato dopo il primo turno, ma solo a condizione che venissero accolte alcune priorità considerate irrinunciabili. Tra queste, ha indicato sicurezza, manutenzione delle strade, decoro urbano e la chiusura della moschea abusiva di via Rovereto, oltre all’introduzione del cosiddetto “cassonetto intelligente”.

Secondo il candidato vannacciano, però, da parte di Previde Massara non sarebbe arrivata alcuna presa di posizione pubblica sui temi indicati. Da qui la scelta di non convergere su nessuno dei due candidati rimasti in corsa.

Furio Suvilla

La posizione di Futuro Nazionale si fonda su un principio di coerenza politica, rivendicato apertamente da Suvilla. Nel suo messaggio, il candidato ha sostenuto che la lista non abbia bisogno di “apparentamenti né di poltrone”, ma solo di mantenere fede agli impegni presi con gli elettori.

Il mancato accordo con la coalizione di centrodestra viene così presentato come una conseguenza della distanza sui contenuti. Per Suvilla, il richiamo al “voto utile” non sarebbe sufficiente a giustificare un sostegno a chi, a suo dire, non avrebbe assunto posizioni chiare sui temi più sentiti dalla città.

Partita aperta

La partita di domenica si presenta quindi aperta, ma con un elemento in più rispetto a un normale duello elettorale: il peso del voto non espresso dell’area vannacciana. In un contesto in cui il margine tra i due candidati potrebbe risultare decisivo, anche una parte consistente di quell’elettorato potrebbe orientare l’esito finale, pur senza un’indicazione diretta di voto.

Per Rossella Buratti, la divisione del fronte avversario rappresenta un’occasione concreta per allargare il consenso oltre il perimetro del centrosinistra. Per Paolo Previde Massara, invece, il mancato sostegno dell’area vannacciana complica ulteriormente una corsa già in salita, soprattutto in una città dove il centrodestra ha governato per oltre due decenni ma si presenta ora senza una vera unità politica.

Al di là dell’esito del ballottaggio, il caso Vigevano mostra una tensione più ampia dentro il centrodestra locale e, in parte, nazionale. La presenza di liste e candidati riconducibili a sensibilità diverse ha prodotto una competizione interna che, invece di rafforzare il campo conservatore, ne ha evidenziato le fratture.

La scelta di Futuro Nazionale di non convergere su Paolo Previde Massara non è solo una mossa tattica, ma anche un segnale politico: l’area vannacciana rivendica autonomia, identità e visibilità, anche a costo di non contribuire alla vittoria del candidato più vicino al centrodestra tradizionale.