Quella di giovedì 7 maggio 2026 è stata una giornata decisiva per il caso Garlasco, durante la quale la Procura di Pavia ha chiuso le indagini e la difesa di Andrea Sempio ha ricevuto l’atto di notifica della conclusione.
Negli atti dell’inchiesta, al centro dell’interesse degli inquirenti, anche Marco Poggi, fratello della vittima, tuttora grande amico di Sempio – oggi accusato di essere l’unico assassino con l’aggravante della crudeltà – anche in relazione al comportamento adottato durante gli interrogatori.
Interrogatorio di Marco Poggi
Nelle relazioni, i pm lo hanno definito “ostile” e “in costante difesa dell’amico Sempio”. Durante le sue testimonianze rilasciate nel tempo, Marco Poggi pare abbia difeso apertamente l’amico.
Nei confronti del fratello della vittima sono state contestate dai magistrati incongruenze e cambi di versione, elementi che fino a oggi erano rimasti invariati per 18 anni.
Nelle carte viene riportato il punto di vista di Poggi, secondo il quale gli inquirenti avrebbero tentato di influenzarlo nelle risposte.

Amici dai tempi delle medie, Sempio e Poggi hanno sempre mantenuto un rapporto molto stretto, sostenendosi reciprocamente e difendendosi a vicenda in ogni circostanza.
I cambi di versione e le incongruenze
Durante il tempo trascorso, le versioni fornite da Marco Poggi secondo i pm hanno subito variazioni, anche in merito a dichiarazioni che coinvolgerebbero indirettamente anche Andrea Sempio.

Il 20 maggio 2025, giorno del confronto “all’americana” in contemporanea con anche Sempio (che non si presentò) e Stasi, Marco Poggi pare dichiarò:
“Capisco che adesso siete qui a farmi vedere cose per provare a farmi dire cose”.
Incongruenze sarebbero emerse anche riguardo ai video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, elemento che oggi rappresenta il presunto movente del delitto di Garlasco.

Intercettazioni ambientali
Nella giornata di mercoledì 6 maggio 2026, a poche ore dalla chiusura formale delle indagini, Marco Poggi è stato nuovamente ascoltato in Procura a Pavia dalle PM Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, che gli avrebbero sottoposto una serie di elementi ritenuti rilevanti per la ricostruzione del caso. Tra questi, anche le intercettazioni ambientali di Andrea Sempio.

Si tratta delle registrazioni effettuate mentre Sempio si trovava da solo in auto, durante le quali avrebbe pronunciato alcune frasi su Chiara Poggi, considerate dagli inquirenti particolarmente significative ai fini dell’indagine.
A Poggi sarebbero stati poi mostrati degli elementi tecnici ritenuti decisivi dalla Procura per sostenere la responsabilità di Andrea Sempio nell’omicidio di Chiara Poggi. Tra questi figurano l’ormai nota impronta 33 e gli esiti degli accertamenti genetici sul materiale biologico recuperato sotto le unghie della vittima, elementi che per gli investigatori delineerebbero un quadro accusatorio coerente.
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L'impronta 33
L'impronta 33
Impronta 33
Poggi, da parte sua, avrebbe ribadito di conoscere già tali aspetti dell’indagine, precisando però di affidarsi alle valutazioni dei consulenti tecnici che seguono la sua famiglia. Una posizione che conferma la distanza tra le conclusioni della Procura e le interpretazioni fornite dal suo entourage tecnico.