Nel corso della puntata odierna di Mattino Cinque sono stati analizzati nuovi elementi del caso Garlasco. Il genetista Matteo Fabbri ha chiarito che i capelli trovati nella mano destra della vittima potrebbero apparterrebbero alla sua linea materna.
Altre due notizie sul caso delle ultime ore hanno riguardato una rivelazione dei consulenti informatici in tv (“File porno di Stasi mai visti da Chiara”, una perizia informatica conferma che i file incriminati sul pc non furono mai aperti dalla vittima) e il DNA di Chiara finito in modo sospetto sui pedali della bicicletta di Stasi secondo Le Iene (De Giuseppe: “Credo che la Procura di Pavia abbia ben chiaro tutto: il movente, quante persone persone c’erano in quella villetta di via Pascoli nel giorno del delitto. Questa vicenda arriverà fino in fondo con un’altra verità”).
Garlasco, nuove chiavi di lettura
Nella puntata di oggi, giovedì 8 gennaio 2025, Mattino Cinque ha dedicato un ampio spazio alla rilettura di alcuni passaggi chiave dell’inchiesta sul delitto di Garlasco concentrandosi sugli elementi tecnologici e scientifici che, ancora oggi, continuano a sollevare interrogativi. Al centro dell’analisi: l’utilizzo del computer di Chiara Poggi nelle ultime ore, i file aperti, le attività registrate dal sistema e un dettaglio biologico spesso sottovalutato, relativo ai capelli rinvenuti sulla scena del crimine.
In studio e in collegamento, esperti di informatica e genetica hanno offerto nuove chiavi di lettura, alimentando un dibattito che resta tutt’altro che chiuso.
Il lavoro al computer
La conduttrice Federica Panicucci ha riportato l’attenzione su un intervallo temporale cruciale: i cinque minuti in cui Alberto Stasi si allontana per occuparsi del cane, lasciando Chiara sola in casa. È in questo lasso di tempo che, secondo la ricostruzione, la ragazza avrebbe utilizzato il computer.
Interpellato sul punto, l’esperto informatico Occhetti ha confermato che Chiara avrebbe lavorato alla tesi di Stasi, intervenendo direttamente sul documento per apportare alcune correzioni. Un’attività che risulterebbe coerente con le tracce digitali registrate dal sistema.
Un altro elemento discusso riguarda un video di Andrea Sempio presente sul computer di Chiara. Il contenuto, in sé, non appare particolarmente significativo, ma ciò che ha attirato l’attenzione è l’orario e l’identità di chi lo avrebbe visualizzato. Secondo Occhetti, l’accesso al video risalirebbe al 10 agosto e sarebbe riconducibile verosimilmente a Chiara stessa.
Dopo quella consultazione, il computer non risulterebbe più utilizzato. Un dettaglio che, pur non essendo di per sé decisivo, viene considerato un tassello utile per ricostruire le ultime azioni della ragazza.
I capelli nella mano di Chiara
La seconda parte del confronto ha coinvolto il genetista Matteo Fabbri, chiamato a chiarire la questione dei capelli trovati nella mano destra di Chiara. Per anni si è ritenuto che appartenessero alla vittima stessa, ma l’interpretazione non sarebbe così scontata.
Il dott. Matteo #Fabbri parla dei 7 capelli trovati nella mano destra di Chiara #Poggi che avrebbero il suo stesso DNA mitocondriale quindi della linea matrilineare ma che non appartengono alla vittima!
💣BOOM‼️‼️#Garlasco #Mattino5 pic.twitter.com/VeWbSUQKkO— 𝓥𝓪𝓢𝓬𝓸 (@_va_S_co_) January 8, 2026
Fabbri ha spiegato che il DNA mitocondriale individua la linea materna di appartenenza, senza permettere un’identificazione univoca della persona. In altre parole, quei capelli potrebbero appartenere a un soggetto geneticamente compatibile lungo la linea materna, non necessariamente alla stessa Chiara.
Fabbri ha dichiarato durante la trasmissione:
“E’ stato detto che i capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara appartenessero a lei stessa, ma non è proprio così, infatti il DNA mitocondriale sui capelli in questione è quello che li identifica come appartenenti alla linea materna, ma non necessariamente a Chiara“.
Tradotto, fra i protagonisti della vicenda Garlasco ascrivibili alla linea genetica materna, ci sono Chiara Poggi e sua madre Rita Preda, ma anche l’altro figlio Marco Poggi (nessuno del ramo paterno, quindi non gli zii Maria Rosa Poggi, sorella del papà Giuseppe Poggi, il marito Ermanno Cappa e le due figlie gemelle Stefania e Paola).

Reperto rilevante
Stimolato dalle domande della conduttrice, il genetista ha chiarito che, se i capelli fossero ancora conservati, potrebbero rappresentare un materiale utile per ulteriori accertamenti. Anche se privi di bulbo — e quindi con una capacità informativa ridotta — resterebbero comunque un reperto potenzialmente rilevante, soprattutto se inserito in una rilettura complessiva della dinamica dell’omicidio.
“Quindi dottor Fabbri, sta dicendo che così come l’aplotipo Y del DNA rinvenuto sulle unghie di Chiara rimanderete alla linea paterna di Sempio, così quello mitocondriale dei capelli nelle mani di Chiara rimanderebbe alla linea genetica materna della ragazza? Se fossero ancora conservati, i capelli sarebbero un elemento interessante da rianalizzare?”, ha chiesto Federica Panicucci, e Fabbri ha risposto: “Si, i capelli, saranno stati sicuramente strappati durante la dinamica dell’omicidio, privi di bulbo, ma se fossero ancora conservati si, sicuramente sarebbero importanti da analizzare”.
Un’ipotesi che si affianca alle altre tracce biologiche già analizzate nel tempo e che contribuisce a mantenere aperto il dibattito su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.
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