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Alle ore 11

Manifestazione degli Universitari in piazza Vittoria: “Siamo stati dimenticati”

Per sensibilizzare politica e opinione pubblica sulla condizione attuale del mondo dell’istruzione e della formazione universitaria.

Manifestazione degli Universitari in piazza Vittoria: “Siamo stati dimenticati”
Scuola Pavia, 08 Marzo 2021 ore 10:15

Manifestazione degli universitari oggi, 8 marzo 2021. L’appuntamento è alle ore 11 in piazza Vittoria a Pavia: “Siamo stati dimenticati”.

Manifestazione degli Universitari in piazza Vittoria

Gli studenti dell’Università di Pavia scendono in piazza – nel pieno rispetto della regole sanitarie – per manifestare la propria sofferenza e denunciare le condizioni in cui stanno vivendo gli studenti universitari; l’obiettivo è quello di sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulla condizione attuale del mondo dell’istruzione e della formazione universitaria.

Nel manifesto delle organizzazioni aderenti, i rappresentanti degli universitari chiariscono di avere come primo obiettivo quello di rappresentare una popolazione studentesca che si sente messa ai margini e derubata dal proprio futuro, ormai disillusa e dimenticata dalle istituzioni locali e nazionali. L’auspicio è che la politica faccia una seria riflessione sulla sostenibilità del sistema universitario e realizzi tutti gli sforzi necessari per garantire realmente il diritto allo Studio.

Ad organizzare le manifestazione sono le associazioni studentesche del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU e del Gruppo Kos, dopo un’assemblea aperta telematica che ha deciso di convocare la manifestazione in Piazza Vittoria a Pavia per le ore 11 di lunedì 8 marzo 2021.

“Siamo stati dimenticati”

Simone Agutoli, segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU, spiega: “Abbiamo deciso di manifestare nel pieno rispetto delle regole sanitarie perché non ne possiamo più di essere ignorati: ad esempio, a fine gennaio avevamo mandato una lettera alla Regione Lombardia nella quale chiedevamo un intervento economico sugli affitti e sui collegi; dopo due mesi stiamo ancora aspettando una risposta dalla giunta regionale. Ma di richieste ne abbiamo molte, per questo motivo abbiamo voluto realizzare un manifesto articolato con tutte le nostre rivendicazioni per affrontare questa fase: chiediamo ad esempio di potenziare i trasporti, implementare gli strumenti di sostegno per assicurare il benessere psico-fisico a tutti gli studenti che soffrono per questa situazione ed ampliare i servizi bibliotecari, sia in presenza che a distanza”.

“Per quanto riguarda la tematica della didattica a distanza” specifica Virginia Strocchi, senatrice accademica dell’UDU “siamo molto critici per la decisione della giunta regionale di attivare questa nuova zona arancione rafforzata, sacrificando proprio la didattica in presenza o – meglio – la didattica mista. Tra l’altro senza prevedere alcun contributo a favore di tutti quegli studenti che pagano l’affitto e le rate dei collegi. Secondo lo stesso CTS, chiudere le scuole non serve se non intervieni anche sulla mobilità e sulle altre attività. Dopo un anno, abbiamo assolutamente bisogno di poter programmare la nostra vita e non possiamo continuamente essere sbalzati tra didattica in presenza e didattica a distanza senza un adeguato sistema di supporto psicologico, economico e formativo”.

Conclude Giovanni Arghittu, Presidente del Gruppo Kos e Senatore Accademico per l’UDU: “L’attività pratica costituisce in molti corsi di studio una componente fondamentale della formazione, specialmente nei corsi di laurea professionalizzanti di area sanitaria nei quali il tirocinio deve essere di natura eminentemente esperienziale. Nonostante le attività in piccoli gruppi siano state formalmente concesse, l’accesso a queste è stato però molto limitato nell’ultimo anno. Il problema è particolarmente avvertito dalla comunità studentesca: le attività di tirocinio e di laboratorio in modalità telematica sono state provvisoriamente necessarie e fondamentali per tutelare il proseguimento delle carriere accademiche ad inizio pandemia, ma è inaccettabile che tale soluzione sia quasi totalmente l’unica disponibile da un anno a questa parte; la formazione dello studente è oggi messa in seria discussione. Per molti corsi di studio l’attività pratica è imprescindibile per l’acquisizione delle competenze necessarie come futuri professionisti. E’ necessario, considerarci una risorsa e risolvere le criticità comunicative tra università ed enti ospedalieri convenzionati. Sono in corso le contrattazioni con la Governance e con la Facoltà di Medicina per garantire al più presto ciò per cui stiamo manifestando”.

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