Sindaco di Pavia contro Casapound “fascisti del terzo millennio”

Massimo Depaoli tuona contro Casapound dopo aver ospitato in giornata il loro comizio "Ho garantito un diritto costituzionale, ma dovrebbero sciogliervi, tenetevi le vostre polpette avvelenate".

Sindaco di Pavia contro Casapound “fascisti del terzo millennio”
Pavia, 25 Febbraio 2018 ore 21:07

Sindaco di Pavia contro Casapound: duro sfogo proprio al termine della giornata in cui la città ha ospitato il comizio di estrema destra.

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Sindaco di Pavia tuona contro Casapound

E’ andato tutto bene in termini di sicurezza cittadina, il comizio di oggi di Casapound in centro a Pavia nonostante la presenza degli antifascisti che hanno rivendicato il proprio dissenso, non ha fatto registrare alcun incidente. Ed è proprio al termine dell’evento che arriva il ruggito del primo cittadino. Massimo Depaoli aveva spiegato per quale motivo – nonostante fosse in aperto dissenso con i valori di Casapound – avesse ospitato il comizio. “La propaganda elettorale è un diritto incomprimibile di tutte le liste presentate e ammesse. Negare una sala sulla base di maggiore o minore vicinanza politica è illegittimo, oltre che andare a costituire un pericoloso precedente. Capisco che nell’opinione di alcuni questo risulti inaccettabile quando le sale vengono occupate da forze che sono accusate di richiamarsi ai valori dal fascismo ma chi rappresenta una istituzione non può agire diversamente. Personalmente, penso anch’io che vi siano partiti e forze accusabili di non rispettare la XII Disposizione transitoria della nostra Costituzione o le leggi Scelba e Mancino. Tuttavia, una volta che tali partiti o forze vengono ammessi alla competizione elettorale hanno il diritto di svolgere attività elettorale. Pensare di limitarla con escamotage come l’occupazione preventiva degli spazi mi sembra non solo un giochetto ma anche pericoloso, perché allora il Comune dovrebbe occupare 24 ore su 24 le sale per tutto il periodo della campagna impedendo a chiunque di tenervi incontri.”

Tenetevi le vostre polpette avvelenate

Questa apertura che Depaoli ha ritenuto esclusivamente una garanzia costituzionale ha portato Casapound a rilasciare una dichiarazione che al primo cittadino non è piaciuta. Ecco il suo messaggio integrale che non lascia spazio a fraintendimenti “Leggo che Casa Pound dichiara di avere “sposato la linea del sindaco”.
Casa Pound si tenga le sue polpette avvelenate. Ciò che mi sono limitato a ricordare è il valore della libertà di opinione sancito dalla Costituzione nata dalla Resistenza e io lo difenderò sempre, anche quando rivendicato da una forza su cui a mio giudizio il ministero dell’Interno dovrebbe avviare la procedura di scioglimento” ha scritto sulla sua pagina ufficiale il primo cittadino.

Quanto ci è costato garantire i vostri diritti

“Come amministratore, sono rammaricato che la garanzia di questo diritto abbia portato con sé ancora una volta la blindatura di un luogo centrale come piazza della Vittoria e il costoso intervento di smantellamento del cantiere, prescrizioni dettate dalle forze dell’ordine e previste in casi come questo. Vedere gli operai al lavoro fino alle dieci di sera del sabato, i blindati sul Corso e in via Mascheroni e i turisti costretti a deviare dal loro percorso stringe davvero il cuore. Sappiate, fascisti del terzo millennio, che garantire il vostro diritto ha comportato tutto questo. La Pavia di Severino Boezio, sant’Agostino, Lorenzo Valla, Alessandro Volta, Ugo Foscolo, Camillo Golgi e anche di Magenes, Belli e Clemente Ferrario merita ben altro” ha concluso De Paoli. 

 

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