"Giustizia è fatta"

Post contro i napoletani, archiviate tutte le accuse contro Fraschini

Il Consigliere si è recato in Consiglio regionale per consegnare personalmente il decreto di archiviazione al Presidente Alessandro Fermi, che aveva firmato la denuncia.

Post contro i napoletani, archiviate tutte le accuse contro Fraschini
Politica Pavia, 05 Febbraio 2021 ore 07:01

Post contro i napoletani, dopo 11 mesi archiviate tutte le accuse contro il Consigliere Fraschini.

Post contro i napoletani, archiviate tutte le accuse contro Fraschini

Dopo 11 mesi dai fatti contestati, il Giudice per le Indagini Preliminari di Pavia ha archiviato tutte le accuse contro Niccolò Fraschini, il Consigliere comunale di Pavia che a febbraio 2020 aveva pubblicato su Facebook un controverso post in cui aveva attaccato napoletani, francesi e rumeni, ‘colpevoli’ di aver imposto misure discriminatorie contro i cittadini lombardi. Con un esposto in Procura, il Consigliere Fraschini era stato denunciato dal Consiglio regionale della Lombardia, del quale all’epoca dei fatti lo stesso Fraschini era un dipendente. Nel mese di ottobre la Procura di Pavia aveva richiesto l’archiviazione di tutte le accuse e ora il GIP ha accolto tale richiesta.

“Giustizia è fatta”

Niccolò Fraschini si è recato in Consiglio regionale per consegnare personalmente il decreto di archiviazione al Presidente Alessandro Fermi, che aveva firmato la denuncia. Un atto simbolico, che il Consigliere di Pavia ha così commentato:

Giustizia è fatta. Dopo quasi un anno, le accuse mosse nei miei confronti dal Consiglio regionale, già manifestamente infondate fin dall’inizio, sono state smontate dalla magistratura, che ha riconosciuto che nelle mie parole non vi fosse nulla che potesse costituire un reato.  Inoltre, è surreale che – nel pieno di una pandemia – il Presidente del Consiglio regionale della regione più colpita d’Europa avesse ritenuto prioritario dedicare tempo ed energie ad un post su Facebook di uno sconosciuto dipendente dell’ente.

Hanno vinto il buon senso del magistrato e la libertà di espressione, contro ogni forma di censura messa in atto dal pensiero politicamente corretto, che ha ormai pervaso tutti i livelli di governo e pressoché tutte le forze politiche.

Detto questo, con il senno di poi, utilizzerei ben altri termini per esprimere il mio pensiero. Tengo a chiarire ancora una volta che da parte mia non vi era alcuna volontà di offendere i cittadini napoletani, francesi e rumeni, ma solo di stigmatizzare alcune scelte fortemente discriminatorie adottate dalle loro pubbliche amministrazioni nei confronti dei cittadini lombardi, ingiustamente additati come ‘untori’.

Avverto un grande senso di sollievo per la conclusione di questa vicenda, la cui archiviazione segna l’inizio della mia piena riabilitazione politica e umana.”

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