POLITICA

L’allarme di Centinaio: “No allo scempio del fotovoltaico selvaggio in provincia di Pavia”

Il vicepresidente del Senato interroga il Governo sui progetti di Cigognola e Broni: "Il suolo agricolo è la nostra identità, non svendiamolo alla miopia ambientalista"

L’allarme di Centinaio: “No allo scempio del fotovoltaico selvaggio in provincia di Pavia”

Gian Marco Centinaio ha presentato un’interrogazione parlamentare per fermare l’installazione massiccia di pannelli fotovoltaici tra Cigognola e Broni, nell’Oltrepò Pavese. Il senatore denuncia una “miopia ambientalista” che minaccia di distruggere il paesaggio, l’economia agricola e l’identità del territorio.

“No allo scempio del fotovoltaico selvaggio”

L’Oltrepò Pavese non vuole trasformarsi in una distesa di specchi scuri. Mentre la corsa alla transizione energetica accelera, il territorio della provincia di Pavia si scopre nel mirino di numerosi progetti per impianti fotovoltaici e agrivoltaici che rischiano di ridisegnarne il profilo. L’ultimo grido d’allarme arriva da Gian Marco Centinaio: il vicepresidente del Senato (Lega) ha deciso di portare la questione direttamente sui tavoli dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, chiedendo tutele immediate per i comuni di Cigognola e Broni.

L’interrogazione parlamentare

Al centro dell’iniziativa parlamentare c’è la difesa di un patrimonio che non è solo economico, ma culturale. Secondo Centinaio, l’accumularsi di progetti energetici in quest’area rappresenta una minaccia diretta al paesaggio e al suolo agricolo.

Questi elementi sono parte integrante dell’identità del territorio e della comunità che vi abita“, spiega il senatore, sottolineando come la protezione della terra pavese sia una questione di interesse nazionale. L’obiettivo dell’interrogazione è chiaro: capire quali contromisure il Governo intenda adottare per evitare che la provincia diventi una “zona di sacrificio” energetico.

Gian Marco Centinaio

L’inganno dell’agrivoltaico

Il senatore punta il dito in particolare contro l’agrivoltaico, spesso presentato come il compromesso perfetto tra energia e agricoltura. Per Centinaio, tuttavia, si tratta di un’illusione pericolosa:

«Dietro la promessa di continuare a coltivare i campi, si nasconde la realtà di un progressivo abbandono delle colture tradizionali. Questo significa meno economia locale, più consumo di suolo e la perdita di quelle competenze professionali che rendono unici i nostri prodotti».

Una “miopia ambientalista”

La critica si sposta poi sul piano politico e ideologico. Centinaio definisce l’attuale spinta verso questi impianti come un caso di “miopia ambientalista”, un approccio che paradossalmente trova opposizione anche in diverse associazioni ecologiste. L’accusa è quella di concentrarsi esclusivamente sull’emergenza della transizione energetica, ignorando i danni irreversibili che si potrebbero causare nel lungo periodo al tessuto rurale.

La richiesta

La soluzione, secondo il vicepresidente del Senato, non è il “no” assoluto alle rinnovabili, ma una pianificazione che parta dal basso. Centinaio chiede al Governo di restituire centralità alle comunità locali e agli enti territoriali. Sono loro, sostiene il senatore, a conoscere meglio la realtà del territorio e a poter indicare alternative valide – come aree industriali dismesse o zone non agricole – su cui installare i pannelli senza sacrificare i filari e i campi dell’Oltrepò.