Discarica Ferrera: il Tar vuole vederci chiaro, si apre l’istruttoria

M5S: “Pronti a tornare in piazza e nelle sedi preposte per far valere le nostre istanze”.

Discarica Ferrera: il Tar vuole vederci chiaro, si apre l’istruttoria
Lomellina, 20 Dicembre 2019 ore 07:35

Discarica di cemento amianto, grande successo dei ricorrenti, Comuni e associazioni agricole: il Tar vuole vederci chiaro, si apre l’istrutturoria.

Discarica Ferrera Erbognone

La vicenda è nota: con ricorso del 15 maggio 2014 i Comuni di Sannazzaro de’ Burgondi, Comune di Galliavola, Comune di Mezzana Bigli, la Provincia di Pavia e le associazioni di categoria agricole del pavese Confagricola – Sede Provinciale di Pavia e Federazione Coldiretti Pavia, impugnavano al TAR il decreto regionale 2258/2014 che rilasciava la VIA a una nuova discarica monodedicata per rifiuti contenenti amianto nel Comune di Ferrera Erbognone, al confine con il Comune di Sannazzaro de’ Burgondi.

Il ricorso al Tar

Nel ricorso, patrocinato dall’ecoavvocato Paola Brambilla, si contestava la localizzazione operata a lato della più grande raffineria europea, impresa a rischio di incidente rilevante, in un’area interessata dagli effetti di una bonifica e di un barrieramento idraulico in corso per una contaminazione irrisolta, e si denunciava la violazione delle norme europee, trasposte anche in Italia, in tema di valutazione di impatto ambientale e c.d. “Seveso”.

Nei pressi della progettata discarica vi erano numerosi impianti a rischio di incidente rilevante (10 centri di pericolo: Eni-Est, Centrale Enipower, deposito Praoil, deposito Agipgas, impianti Ozon-Oxem, impianti Airliquid, Trattamento di fanghi Allevi, impianti di recupero rifiuti CR, un ossigenodotto, un oleodotto in pressione) non adeguatamente valutati quanto alle interferenze.

Successivamente, con ricorso per motivi aggiunti al TAR le stesse parti impugnavano anche l’AIA regionale n.3291/2015.

Gli incendi

I provvedimenti non venivano sospesi e la discarica è stata aperta. Ma, a contraddire i provvedimenti positivi nei fatti, il 1° dicembre 2016 si è verificata un’esplosione con correlato incendio proprio nell’impianto Est della raffineria adiacente di Sannazzaro de’ Burgondi con un importante fall-out di materiale piroclastico per chilometri di distanza dal sito, che depositava idrocarburi e ossidi di zinco anche le colture agricole del territorio, in cui le sostanze risultavano presenti a distanza di un mese.

Un altro grave incendio si è verificato poi in data 5 febbraio 2017, nell’impianto di desolforazione del gasolio.

I ricorrenti hanno presentato solleciti per la discussione del ricorso che è stato chiamato a discussione nell’ottobre scorso.

Le verifiche del Tar

Con un’ordinanza del 16 dicembre 2019 da pochissimo sul sito di giustizia amministrativa, il TAR ha accolto le preoccupazioni dei ricorrenti, disponendo una verificazione dal seguente contenuto:

“e l’Amministrazione abbia compiutamente valutato tutte le opzioni (inclusa quella c.d. “zero”) relative al progetto di discarica di cui è causa, occorra accertare se siano stati adeguatamente presi in considerazione gli impatti, i rischi, le implicazioni e le interferenze derivanti dalla realizzazione della discarica e le misure di protezione, prevenzione e mitigazione dei rischi applicate ed eventualmente ancora applicabili”.

Ritenuto pertanto necessario, al fine del decidere, disporre verificazione e, per l’effetto, ai sensi dell’art. 66 cod. proc. amm., disporre quanto segue:

a) alla verificazione provvederà il Rettore del Politecnico di Torino, con facoltà di delega;

b) il quesito a cui ‪il verificatore dovrà rispondere è il seguente:

“dica ‪il verificatore, alla luce delle criticità prospettate dai ricorrenti e risultanti dagli atti, quali possono essere, alla stregua delle attuali conoscenze scientifiche, i rischi connessi alla realizzazione della discarica di cui è causa, con particolare riguardo all’impatto sulla salute, sull’ambiente e sul territorio circostante, tenuto conto del complessivo contesto di riferimento, delle caratteristiche e delle problematiche dell’area e della presenza nel territorio di altri impianti industriali; e le misure di protezione, prevenzione e mitigazione dei rischi applicate ed eventualmente ancora applicabili”;

c) la verificazione avrà luogo entro il termine del ‪15 aprile 2020;

d) la relazione conclusiva sarà depositata entro il termine del ‪30 aprile 2020”.

Soddisfazione di Comuni e Associazioni

Comuni e Associazioni, grati anche al Consigliere regionale M5S Simone Verni, al Deputato M5S Cristian Romaniello, intervenuti nella vicenda, manifestano soddisfazione e apprezzamento per la decisione, che assicura finalmente attenzione per la popolazione e l’ambiente e l’approfondimento dei profili di rischio censurati, per una futura decisione sulla riedizione del provvedimento.

L’avv. Brambilla conclude: “è stata un’altra durissima battaglia processuale per assicurare il rispetto dei principi di precauzione, prevenzione e del “giusto procedimento ambientale”: la partecipazione di cittadini e associazioni non va mai trascurata perché fornisce stimoli utili a decisioni sagge e solide; per fortuna la giustizia ambientale è un diritto fondamentale con un ruolo prezioso per tutti noi. Certo, ci vuole coraggio!”

Il Consigliere regionale M5S Lombardia Simone Verni e il Deputato M5S Cristian Romaniello dichiarano: “esprimiamo massima soddisfazione per la decisione presa dal TAR e confidiamo in un’attenta valutazione del CTU incaricato, l’università di Torino, affinché si facciano finalmente tutte le valutazione che il caso richiede, nella speranza che vengano accolte le criticità da noi evidenziate. Ringraziamo il “Comitato No Discarica” e con essa tutte le Associazioni e i cittadini per aver lottato e non aver mai perso la speranza in tutti questi anni. Insieme a loro e a tutti i ricorrenti siamo pronti a tornare in piazza e nelle sedi preposte per far valere le nostre istanze!

Ringraziamo i Sindaci Zucca, Ghiroldi, Faedda, il Presidente Poma, Confagricoltura e Coldiretti Pavia per aver attivato il ricorso al TAR nel 2014 ed aver accolto la nostra partecipazione ad adiuvandum, al quale ha aderito anche la maggioranza dei Consiglieri regionali M5S, che ringraziamo. Infine, dobbiamo riconoscere l’egregio lavoro svolto dagli avvocati Paola Brambilla, Roberto Denti, Ilaria Battistini, Giuditta Carullo e il prof avv Antonio Carullo, che sentitamente ringraziamo per l’impegno e la professionalità dimostrata! L’unica nota stonata, che però non vogliamo glissare, è la rinuncia in extremis del Sindaco Fassina di Ferrera Erbognone che, a nostro avviso, ha tradito le aspettative dei suoi cittadini”.

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