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Cosa non torna nel sistema dei ristori in Lombardia? Ne parla il consigliere del Pd Villani

Diversi errori e parecchie difficoltà nell’individuare la strada giusta stanno alla base del tentativo della Giunta regionale di sostenere le aziende in tempi di pandemia

Cosa non torna nel sistema dei ristori in Lombardia? Ne parla il consigliere del Pd Villani
Politica Pavia, 25 Febbraio 2021 ore 07:00

Quella in cui versa il sistema produttivo lombardo è una crisi grave. Diversi errori e parecchie difficoltà nell’individuare la strada giusta stanno alla base del tentativo della Giunta regionale di sostenere le aziende in tempi di pandemia. Ma qualcosa non funziona. Ne parla Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, che analizza la situazione e formula alcune proposte.

Ristori in Lombardia, ne parla Giuseppe Villani

Cosa non torna nel sistema di ristori di Regione Lombardia?

Il sistema dei ristori regionale per le imprese lombarde ha evidenziato notevoli economie di spesa, segno che non ha saputo essere abbastanza efficace da intercettare i bisogni che sicuramente ci sono. Ad esempio, in un bando si è registrato il 30 per cento di economie di spesa, in un altro addirittura il 70 per cento. Probabilmente c’è un difetto, sia nell’informazione che, soprattutto, nella tempistica, troppo ristretta, per cui le imprese o non sanno o non fanno in tempo a fare la domanda. E non è una questione chiusa: ogni giorno c’è qualche categoria in difficoltà… Come anche a livello nazionale, non siamo ancora nella condizione di superare i ristori, in quanto servono per fornire un aiuto immediato alle imprese e ai professionisti appartenenti alle categorie economiche più colpite dalla crisi.

Qual è la ricetta del Pd per un rilancio della Lombardia post-Covid?

Per un rilancio della Lombardia e delle sue imprese è indispensabile ampliare lo sguardo e puntare sugli investimenti, che siano in ricerca, sviluppo, innovazione. Come è necessario, per migliorare la competitività anche sul piano internazionale, investire in beni strumentali, per essere tecnologicamente avanzati. Non dimentichiamo poi la necessità di un piano industriale regionale che serva da supporto all’azione delle imprese e delle categorie economiche, affinché i loro sforzi e il loro impegno non siano isolati, ma incanalati all’interno di un disegno organico.

Che fare quando, prima o dopo, verranno sbloccati i licenziamenti?

La fase dello sblocco dei licenziamenti non può vederci impreparati. A fianco dei necessari ammortizzatori sociali, occorre che, finalmente, vengano messe in atto politiche attive del lavoro degne di questo nome, finalizzate effettivamente all’incrocio della domanda e dell’offerta e alla riqualificazione dei lavoratori che dovessero perdere il posto di lavoro.

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