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Carceri, blitz a sorpresa di Ilaria Salis a Pavia: “A Torre del Gallo condizioni terrificanti”

L’eurodeputata di AVS anticipa il convegno sulle democrazie illiberali con un’ispezione a sorpresa: "Un inferno di muffa e sovraffollamento oltre che carenze organiche gravissime"

Carceri, blitz a sorpresa di Ilaria Salis a Pavia: “A Torre del Gallo condizioni terrificanti”

L’eurodeputata Ilaria Salis denuncia le condizioni “terrificanti” del carcere di Pavia dopo un’ispezione a sorpresa, segnalando muffa, sovraffollamento critico e turni massacranti per il personale. La parlamentare di AVS contesta le politiche governative sulle nuove carceri, chiedendo invece investimenti urgenti nella dignità dei detenuti e nel percorso di riabilitazione.

Ilaria Salis, blitz a sorpresa a Torre del Gallo

Lunedì mattina (2 marzo 2026), l’eurodeputata Ilaria Salis, rappresentante di Alleanza Verdi Sinistra, ha effettuato una visita a sorpresa al carcere di Torre del Gallo a Pavia. Anticipando il suo arrivo in città previsto per la sera, in occasione di un convegno sulle “Democrazie illiberali” organizzato dal Collegio Ghislieri, Salis ha voluto verificare di persona le condizioni della struttura e il rispetto dei diritti delle persone detenute, spesso trascurati e calpestati lontano dai riflettori.

Il sovraffollamento

I dati raccolti durante la visita tratteggiano un quadro di profonda crisi strutturale. A fronte di una capienza regolamentare di 515 posti, il carcere di Pavia ospita attualmente 762 detenuti. Un sovraffollamento cronico che esaspera la convivenza e rende quasi impossibile la gestione ordinaria.

“All’interno del vecchio padiglione le condizioni igieniche sono spaventose”, ha denunciato Salis all’uscita. “Le docce sono verdi di muffa e scrostate; piove letteralmente dal soffitto e l’aria è diventata irrespirabile”.

Un degrado che, secondo l’eurodeputata, calpesta i diritti delle persone “nell’ombra”, lontano dagli occhi dell’opinione pubblica.

Tossicodipendenza e patologie psichiatriche

Oltre alle criticità strutturali, l’ispezione ha messo in luce un’emergenza sanitaria di proporzioni allarmanti. Su una popolazione di oltre 700 persone, circa 300 sono tossicodipendenti in carico al SERD, le cui richieste di trasferimento verso strutture riabilitative esterne vengono spesso respinte.

A questo si aggiunge l’alta incidenza di patologie psichiatriche gravi, per le quali il carcere si rivela un luogo del tutto inadatto alla cura. Nonostante l’80% dei detenuti stia scontando pene definitive, il percorso di riabilitazione resta un miraggio, trasformando la detenzione in pura punizione priva di prospettive.

Personale allo stremo

Il collasso non riguarda solo chi è dietro le sbarre, ma anche chi ci lavora. La carenza di organico tocca ogni settore:

  • Polizia Penitenziaria: Sotto organico del 10%.
  • Personale Medico: Costretto a turni massacranti che possono toccare le 24 o persino le 72 ore consecutive.
  • Educatori: Ognuno di loro ha in carico oltre 100 detenuti, un rapporto numerico che rende impossibile qualsiasi reale progetto educativo.

“Basta investire in contenitori vuoti”

Al termine della visita, Ilaria Salis ha rivolto una critica frontale alle politiche governative sulla giustizia.

“Mi chiedo perché il governo continui a destinare soldi pubblici alla costruzione di nuove carceri, edificando nuovi contenitori vuoti che generano solo sofferenza e disperazione“, ha incalzato l’eurodeputata.

Secondo l’esponente di AVS, i fondi dovrebbero essere invece dirottati sul rafforzamento del personale e su percorsi che permettano a chi ha sbagliato di riscattarsi.

“Il vero ruolo della giustizia dovrebbe essere la riabilitazione, non l’abbandono in luoghi dove le persone si sentono dimenticate”.