L’inverno 2025/2026 in Lombardia è stato il terzo più caldo degli ultimi 35 anni, con temperature medie superiori alla norma e un picco di +21,3 °C registrato a Castello d’Agogna. Le precipitazioni sono state irregolari, con dicembre e gennaio secchi e febbraio più piovoso (immagine di copertina creata con AI).
Inverno 2025/2026, terzo più caldo dal 1991
L’inverno appena trascorso in Lombardia si conferma tra i più caldi degli ultimi decenni, posizionandosi al terzo posto dal 1991. I dati raccolti da Arpa Lombardia evidenziano un trend climatico che continua a mostrare temperature elevate, con alcune punte di calore particolarmente significative, come quella registrata a Castello d’Agogna, che ha raggiunto i +21,3 °C il 24 febbraio 2026.
Secondo le rilevazioni del Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia, la stagione invernale 2025/2026 (dicembre, gennaio e febbraio) ha fatto registrare una temperatura media superiore di 2,1 °C rispetto al trentennio 1991-2020. Solo gli inverni 2023/2024 (+2,9 °C) e 2019/2020 (+2,4 °C) hanno fatto registrare valori più elevati. Dicembre e febbraio sono stati i mesi più caldi, con scarti termici rispettivamente di +2,9 °C e +3,1 °C, mentre gennaio si è mantenuto vicino alla media (+0,2 °C).
Le giornate più fredde si sono concentrate all’inizio di gennaio, in particolare il 7 e l’8, con temperature minime che hanno toccato i -10,5 °C a Clusone e -8,7 °C a Sondrio. Al contrario, la fine di febbraio ha visto un’impennata delle temperature massime, con Castello d’Agogna in provincia di Pavia che ha registrato un picco di +21,3 °C e +22,5 °C a Sondrio: dati particolarmente rilevanti che sottolineano l’anomalia climatica di questa stagione.
Le precipitazioni
La quantità complessiva di precipitazioni è risultata sostanzialmente nella norma, con una leggera diminuzione del 2% rispetto alla media climatica. Tuttavia, l’analisi mensile mostra un andamento disomogeneo: dicembre e gennaio sono stati mesi relativamente secchi, con un calo rispettivamente del 31% e 17% delle piogge, mentre febbraio si è distinto per un aumento significativo delle precipitazioni (+45%), confermando un inverno caratterizzato da fasi alternate di siccità e umidità.
La neve
Gli episodi nevosi sono stati pochi e concentrati soprattutto all’inizio e verso la fine dell’inverno. A dicembre si sono registrate nevicate significative tra il 16 e il 25, con accumuli sulle Alpi e Prealpi fino a 600-1.200 metri. A gennaio, le nevicate più importanti sono avvenute tra il 24 e il 28, con fiocchi che hanno raggiunto quote anche inferiori ai 300 metri. Febbraio ha visto un ritorno della neve con eventi diffusi il 13, 14 e 19, quest’ultimo con la neve scesa fino a 200-400 metri nelle valli valtellinesi.
Anche le località olimpiche hanno beneficiato di nevicate consistenti, con Livigno che ha accumulato circa 35 cm di neve fresca e la pista “Stelvio” di Bormio che ha raggiunto i 30 cm, garantendo condizioni ideali per le competizioni sportive.
Castello d’Agogna: un dato che spicca
Tra i dati più sorprendenti dell’inverno 2025/2026, come già detto, emerge la temperatura massima registrata a Castello d’Agogna che ha raggiunto +21,3 °C il 24 febbraio 2026. Questo valore rappresenta un’anomalia significativa, soprattutto considerando che si tratta di un periodo invernale, e sottolinea come il cambiamento climatico stia influenzando anche le zone meno urbanizzate della Lombardia, con effetti che potrebbero avere ripercussioni su ambiente e agricoltura.