Nel 2025 le imprese artigiane italiane mostrano una sostanziale tenuta con un saldo positivo, nonostante la perdita di 128mila imprese negli ultimi dieci anni. Anche nel pavese il settore mantiene stabilità, ma serve modernizzare le normative e rafforzare il sostegno alle piccole imprese.
Tiene l’artigianato pavese nel 2025
Il 2025 si chiude con un quadro di sostanziale stabilità per le imprese artigiane italiane, che superano quota 1,23 milioni, registrando un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni di 187 unità. Tuttavia, il dato sul lungo periodo rimane preoccupante: negli ultimi dieci anni il settore ha perso complessivamente 128mila imprese. Questa contrazione, pur significativa, è stata mitigata da una riduzione delle cessazioni, passate da una media annua di oltre 105mila nel decennio 2009-2020 a poco più di 79mila nel 2025.
Nonostante le difficoltà legate a crisi economiche, tensioni geopolitiche e una domanda interna fragile, le imprese artigiane hanno dimostrato una crescente capacità di adattamento, rafforzandosi anche se rimangono prevalentemente di piccole e medie dimensioni e inserite in filiere spesso dominate da grandi gruppi.
Il Pavese: un territorio che resiste
Nel contesto territoriale della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, i dati del 2025 indicano una situazione di equilibrio per le imprese artigiane della provincia di Pavia. Complessivamente, il territorio conta 107.917 imprese con un tasso di crescita aggregato positivo dello 0,02%. In particolare, la provincia di Pavia registra un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni, contribuendo a mantenere stabile il tessuto imprenditoriale locale.
Nonostante una lieve flessione trimestrale nel comparto artigiano, la provincia conferma una posizione di equilibrio in linea con il trend positivo osservato a livello territoriale, segno di una resilienza che permette di affrontare le sfide economiche e sociali dell’ultimo anno.
“I dati nazionali e locali testimoniano la straordinaria capacità di resilienza delle nostre imprese artigiane“, afferma Luciano Castellin, Presidente di CNA Territoriale. “In un anno segnato da instabilità internazionale e difficoltà della domanda interna, la tenuta delle imprese artigiane pavese rappresenta un elemento di grande valore per il nostro sistema economico e sociale”.
Castellin sottolinea però che “il saldo positivo del 2025 e i segnali di stabilità non devono farci abbassare la guardia. È necessaria una modernizzazione della normativa di riferimento, a partire dalla legge quadro sull’artigianato, e un rafforzamento delle politiche di sostegno alle micro e piccole imprese. Riduzione della burocrazia, semplificazione dell’accesso al credito, incentivi agli investimenti in innovazione e formazione delle competenze sono strumenti indispensabili per trasformare la stabilità attuale in una crescita strutturale”.
Il Presidente Castellin conclude evidenziando il ruolo cruciale dell’artigianato: “È un pilastro del Made in Italy e un fattore di coesione sociale nei nostri territori. CNA Territoriale conferma il proprio impegno a rappresentare le istanze delle imprese pavese presso istituzioni e istituti di categoria, per favorire condizioni che incentivino sviluppo, competitività e ricambio generazionale”.
Questo quadro complessivo mostra come, nonostante le difficoltà strutturali e le sfide globali, il settore artigiano italiano e in particolare quello pavese continui a rappresentare un elemento vitale e resiliente dell’economia locale e nazionale.