L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi societari identifica nelle risorse umane la vera chiave di volta. Mercoledì 6 maggio 2026, il Gruppo Acinque ha ribadito l’impegno a valorizzare le competenze individuali senza lasciare indietro nessuno, concludendo il ciclo di incontri intitolato “Visioni per il domani”. La rassegna, patrocinata da Confservizi Lombardia, ha offerto cinque approfondimenti sulle trasformazioni globali, focalizzandosi in questa sessione finale sugli strumenti necessari al raggiungimento degli obiettivi industriali.
La natura dirompente della rivoluzione tecnologica
In apertura dei lavori, il vicepresidente Marco Canzi ha sollevato un interrogativo sulla natura specifica dell’attuale mutamento: “L’AI è oggetto di moltissimi studi, è un tema che potremmo ascrivere al costante progresso tecnologico. Eppure viene descritto come qualcosa di dirompente e fuori dagli schemi. Cosa rende questa diversa dalle altre rivoluzioni tecnologiche?”. Il dibattito, coordinato dal docente Pierangelo Marucco, a capo del Comitato tecnico scientifico della multiutility, ha cercato di delineare i confini tra l’innovazione ordinaria e il cambio di paradigma in atto.
Risparmio atteso e nuove forme di governance
L’esperto cloud Roberto Magnani ha fornito dati significativi sulla diffusione globale del fenomeno, rilevando che circa il 68% delle utility dispone di un programma dedicato e prevedendo un risparmio del 40% entro il 2028. Parallelamente, la dottoranda Marta Annamaria Tamborini ha evidenziato come per generare valore servano una governance rinnovata e uno sviluppo delle capacità professionali. L’investimento tecnologico non deve essere considerato una semplice voce di spesa, ma un intervento olistico sul capitale intellettuale interno.
Il programma trasformativo pluriennale di Acinque
La responsabile Strategia e Innovazione, Erica Caccamo, ha illustrato il percorso specifico intrapreso dalla realtà industriale: “Se è vero che oltre il 60% delle organizzazioni sta adottando delle soluzioni che prevedono l’utilizzo della AI, meno di un terzo è riuscito ottenerne un valore significativo. Acinque non si è impegnata in tante iniziative isolate, ma sta costruendo un programma trasformativo pluriennale che va di pari passo con piano strategico“. L’approccio mira dunque a una coerenza strutturale tra innovazione e visione a lungo termine.
Centralità delle risorse umane e driver di sviluppo
In chiusura, l’amministratore delegato Stefano Cetti ha utilizzato una metafora per spiegare la prudenza e la determinazione della dirigenza: “È pericoloso mettersi alla guida di una fuori serie senza avere la patente. Allo stesso modo Acinque ha percepito la necessità di essere veloce e incisiva sull’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma non ha l’interesse di apporre un bollino per dire di aver utilizzato in qualche modo l’AI”. Il manager ha sottolineato che l’obiettivo resta il beneficio concreto per la popolazione aziendale e la fornitura di servizi efficienti alle comunità attraverso una gestione attenta.