Non tutti sanno che...

Si può essere arrestati raccogliendo castagne: è vero, ma non esageriamo…

Pensare al vigile di turno che accompagna ammanettato in carcere il nonnino con il sacchetto di marroni in mano, non sta né in cielo né in terra...

Si può essere arrestati raccogliendo castagne: è vero, ma non esageriamo…
Pavese, 02 Ottobre 2020 ore 11:25

La notizia vale un po’ dappertutto, anche se arriva dalla Brianza lecchese, dove evidentemente sono… più realisti del re. E’ vero: si può essere arrestati raccogliendo castagne. Questo perché se il bosco è di proprietà di qualcuno, la mossa equivale di fatto a un furto: c’è il Penale. E non c’entra che nella maggior parte dei casi sia impossibile stabilire se un bosco sia di qualcuno oppure no: dovrebbe comunque essere il raccoglitore di castagne a verificare prima. Seee… come no, bizzarro anche solo pensarlo.

E allora? Allora succede che il can can sia nato per “spaventare” i tanti milanesi sprovveduti che all’inizio dell’autunno senza far troppa fatica si spingono famelici verso Nord e si fermano in cerca di castagne sulle prime colline che incontrano, quelle del Meratese, appunto. Un vero delirio, certe domeniche, con buona pace dell’ecosistema “centrifugato” dagli Unni, che tra l’altro dietro di sè non lasciano erba e marroni, ma spesso rifiuti sì.

Si può essere arrestati raccogliendo castagne

Da Prima Merate

Raccogliere castagne nei boschi del Parco del Curone o del Monte di Brianza può costare caro. Carissimo. Una multa, addirittura un anno di reclusione, perché si tratta di un reato penale. A lanciare un’allerta ai frequentatori dei boschi della domenica sono i volontari dell’associazione Monte di Brianza, che attraverso il loro blog e i loro canali Facebook hanno spiegato qualcosa che molti sicuramente non conoscono.

“Gli appassionati della caldarrosta lo sanno che esistono delle regole da rispettare? – si chiedono i volontari del sodalizio che si occupa di ambiente e cura del territorio sul Monte di Brianza – Raccogliere castagne potrebbe costare caro se non si conosce la normativa. Sul sito del Parco del Curone compare questo avviso: per la raccolta delle castagne nel Parco l’Ente non rilascia permessi. Il territorio del Parco è per la quasi totalità di proprietà privata, quindi le castagne sono da considerarsi beni dei proprietari dei fondi”.

Ma cosa si rischia?

“Raccogliere castagne in un fondo privato è un reato, anche se non ci sono appositi cartelli di segnalazione della proprietà. Spetta al raccoglitore, infatti, informarsi sulla proprietà privata, comunale o demaniale dei terreni. La pena potrebbe portare ad una multa o anche ad un anno di reclusione perché rappresenta un reato penale. L’invito è quello di rispettare le proprietà private e di raccogliere le castagne dove è consentito, per esempio lungo i sentieri”.

Castagne bramate come se fossero pepite d’oro:

 “Il clima è perfetto per organizzare gite nei boschi quando ancora non fa troppo freddo. E’ quello che pensano una moltitudine di persone, che per tutto l’anno non hanno mai varcato un’area boschiva e a ottobre si improvvisano appassionati cercatori di castagne. Il risultato è una folla agguerrita di persone, che non raccolgono, ma saccheggiano il bosco in cerca di castagne come se fossero pepite d’oro. Parcheggi selvaggi in divieto di sosta lungo le strade rendono difficoltosa la viabilità non solo per i residenti… e per concludere in amarezza… dopo il passaggio bucolico di alcuni di loro, nei campi e lungo i sentieri, si rinvengono rifiuti abbandonati che non risparmiano nemmeno il sottobosco. Questa non è una parodia, ma quello che accade nei fine settimana in Alta Brianza, soprattutto nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone e nel territorio del Monte di Brianza”.

Tutto vero, ma non esageriamo. Anche perché che il raccoglitore della domenica faccia un giro al demanio il giorno prima per verificare la proprietà di un terreno, è pura fantascienza. Ma altrettanto pensare al vigile di turno che accompagna ammanettato in carcere il nonnino con il sacchetto di marroni in mano, non sta né in cielo né in terra… Un pizzico di “terrorismo” nei confronti degli spesso inconsapevoli i teppisti ambientali ci sta, ma, ripetiamo, senza esagerare…

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