Cultura a costo zero

I musei da visitare gratis a Pavia domenica 7 gennaio 2024

Questo weekend torna "Domenica al museo", l'iniziativa promossa dal Ministero della Cultura

I musei da visitare gratis a Pavia domenica 7 gennaio 2024
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Questa domenica, 7 gennaio 2024, torna l'iniziativa "Domenica al Museo" promossa dal Ministero della Cultura per la quale ogni prima domenica del mese, infatti, si possono visitare gratis tantissimi musei e parchi in tutta Italia.

Anche a Pavia e provincia alcune strutture storico-culturali hanno preso parte a questo progetto. Ecco di quali si tratta.

I musei da visitare gratis a Pavia

Tra tutti i musei della Lombardia che si potranno visitare gratuitamente questa domenica, 7 gennaio 2024, anche a Pavia due strutture museali del territorio hanno deciso di prendere parte all'iniziativa delle "Domenica al Museo" promossa dal Ministero della Cultura. Il 7 gennaio, quindi, i due musei Pavesi saranno visitabili nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione dove previsto, ma senza dover pagare il prezzo del biglietto.

Questa domenica non perderti un giro al Complesso Monumentale e Museo della Certosa di Pavia.

Lungo il lato meridionale del cortile antistante la facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, si trova il Palazzo Ducale, antica residenza estiva della dinastia visconteo-sforzesca e foresteria per ospiti di alto rango, oggi sede prestigiosa del Museo della Certosa.

L'edificio, modificato nel 1625 da un intervento in facciata dell'architetto Francesco Maria Richini, presenta una successione lineare di finestre tra semicolonne che conferiscono eleganza e luminosità all'intera struttura. La prima idea per la costituzione di un Museo della Certosa venne lanciata al Ministero della Pubblica Istruzione nel 1883 dall'architetto milanese Tito Vespasiano Paravicini, noto autore di libri di architettura rinascimentale lombarda, che eseguì un primo rilievo accurato della facciata certosina.

Fu sua la proposta di iniziare a raccogliere ed ordinare in un solo locale molti marmi, terrecotte e pezzi diversi, per costituire un museo ad illustrazione della Certosa medesima. La realizzazione vera e propria del Museo (su due piani) si deve a Luca Beltrami, Direttore dell'Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti in Lombardia dal 1891 e che sin dal 1892, aveva fatto realizzare un primo nucleo di museo, con le sculture del Bambaia, la serie di disegni per la facciata della Certosa, l'Ecce Homo da Bramantino, e un primo gruppo di calchi realizzati da Pietro e Edoardo Pierrotti nella seconda metà XIX secolo, derivati dai capolavori rinascimentali della facciata, da capitelli e lesene dei chiostri. I calchi, di grandissima finezza esecutiva e di grandi dimensioni, iniziarono ad essere raccolti nella Galleria del piano terreno del Palazzo Ducale, l'attuale gipsoteca.

Il Museo fu aperto al pubblico la prima volta nel 1911, per poi rimanere chiuso per più di mezzo secolo. La gipsoteca che raccoglie più di 200 calchi di grande e piccola dimensione è un unicum non solo in Lombardia, ma anche nel panorama italiano. Negli ultimi anni (dal 2002 al 2006) sono stati restaurati la maggior parte di questi calchi, e collocati, con un nuovo allestimento a cura della Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio della Lombardia, nella Galleria a pianterreno del palazzo Ducale.

Per maggiori info telefonare a +39 0382 924990 o inviare una e-mail a drm-lom.mucertosadipavia@cultura.gov.it.

Al progetto "Domeniche al Museo" parteciperà anche il Museo archeologico nazionale della Lomellina.

Aperto nel 1998, il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina è collocato all’interno del Castello visconteo sforzesco di Vigevano. Raccoglie le testimonianze archeologiche provenienti da scavi o recuperi occasionali nella zona. Il percorso museale, ordinato cronologicamente, si articola in quattro sale a esposizione permanente e in uno spazio mostre.

La prima sala raccoglie le testimonianze di epoca preistorica e protostorica, dal Mesolitico alla cultura tardo La Tène (dal V millennio a. C. al II secolo a.C.). Nella seconda sono esposti alcuni corredi funerari di età romana (dalla metà del I secolo a. C. alla fine del II d.C.) mentre nella terza sono illustrati alcuni aspetti della vita quotidiana in epoca romana.

Museo archeologico nazionale della Lomellina a Vigevano

La quarta sala ospita i reperti di età tardoantica e altomedievale (III-IX secolo d.C.). La Lomellina è un territorio archeologicamente ricco e culturalmente ben definito. I rinvenimenti, per lo più casuali, si ricollegano a opere di sfruttamento intensivo del territorio, in particolare ai livellamenti di terreno per la creazione di risaie.

Mentre per l’epoca preistorica le tracce di popolamento sono scarse e sporadiche, la documentazione diventa progressivamente più abbondante per le successive età del Bronzo e del Ferro, in cui si afferma la cultura celtica, e soprattutto per l’età romana, mentre diminuisce per l’epoca tardoantica e altomedievale. Fra i reperti più significativi si segnala in particolare - per la raffinatezza delle forme e la piacevolezza dei colori - il vasellame in vetro, presente in abbondanza nei corredi funerari romani.

Per maggiori info telefonare a +39 0381 72940 o inviare un e-mail a drm-lom.archeovigevano@cultura.gov.it.

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