“Delitto metafisico” il libro di Ernani Natarella ambientato in Lomellina

Il primo romanzo della serie: Misteri e delitti di Acquanegra. 

“Delitto metafisico” il libro di Ernani Natarella ambientato in Lomellina
Lomellina, 07 Febbraio 2020 ore 16:29

“Una ragazza carbonizzata, due commissari tra le nebbie di una cittadina con un passato maledetto. Ironia e mistero, colpi di scena e azione. Una storia agghiacciante”.

“Delitto metafisico” il libro di Ernani Natarella ambientato in Lomellina

Delitto metafisico, il primo libro della serie Misteri e delitti di Acquanegra (ed. Il Re Corvo), scritto da Ernani Natarella, è ambientato in una città inventata della Lomellina vicino a Garlasco. Nebbie, risaie, rane e ciclisti. Un noir con una forte dose di ironia e umorismo. Un giallo grottesco, con personaggi tipici della Lomellina. Una scrittura di “azione” e non di “ noiosa descrizione”, dinamica, tangibile, dove l’ironia e il grottesco si fondono con strutture e atmosfere degne dei thriller, polizieschi e noir, più accattivanti.

La trama

Siamo nel pieno degli anni ’70, tra le nebbie del pavese, e il commissariato di Acquanegra sul Ticino (cittadina inventata, come fosse Vigata per Cammilleri e Montalbano) è invaso da gente che vuole denunciare la presenza di un essere a dir poco “demoniaco” che si aggira in città.

Il commissario Colandrea non vede l’ora di andare in pensione e non gliene può fregare di meno di tutto quel “can can” che sta accadendo intorno a lui, anzi: il suo pensiero è rimasto focalizzato su un vecchio caso, non risolto, avvenuto dieci anni prima, per il quale lui continua a nascondere, sotterrata nel suo giardino, una borsa contenente prove ineluttabili.

Per sua s/fortuna, quello che tutti pensano sia un demone altri non è che il suo sostituto (un commissario a dir poco atipico: Sarno Mezzanotte) che è arrivato in sordina in città con una priorità: riaprire proprio quel caso che il commissario uscente ha a cuore. Tra i due nasce una complicità che li porterà a seguire molte piste che complicano il caso. Personaggi dal passato oscuro, in qualche modo legati sia alla polizia che al crimine, saranno la chiave vincente per fare luce e giustizia.

Tutto nasce col ritrovamento di un braccio riemerso nelle fetide acque paludose di una fogna fuori città, proprio dove in passato un killer, assoldato da un avvocato mefistofelico, aveva sotterrato frettolosamente un morto. Scambi di personalità al limite della metafisica, vecchi rancori, segreti di famiglia, una villa ormai lasciata al suo destino funesto dove vivono un figlio autistico e suo padre: un vecchio avvocato di successo, malato e decrepito… che continua a nascondere la verità, quella sporca verità che lo divora giorno dopo giorno.

Lo stile di Sarno Mezzanotte, il nuovo commissario, è teatrale, è kitsch, è rococò, proprio come il suo modo di vestire e di vivere la vita, e tutti i personaggi che farciscono la storia hanno carattere da protagonisti e avranno spazio proprio nelle storie a venire. La storia, che nasconde tra le pieghe del puro giallo/noir ironia e sarcasmo, ritmo e velocità, è un viaggio introduttivo a questa saga poliziesca, che si stratificata in molti episodi.

Chi è Ernani Natarella

“Ho il nome di un’opera di Verdi che in pochi conoscono. Quei pochi hanno la mia stima. Il debutto in campo editoriale è nel 1986, quando inizio a collaborare con L’Italiana Editrice Periodici come vignettista satirico (sono diplomato in Illustrazione e Sceneggiatura alla Scuola del Fumetto di Milano). Entro breve tempo divento Art Director delle testate più importanti dell’editore. Parallelamente mi occupo, come pubblicista, di cinema, musica e arte in generale. Ho avuto una rubrica d’arte sul portale della Banca Popolare di Milano. Sono arrivato 9° in un concorso nazionale di poesia. Ho collaborato con racconti horror, di fantascienza e black comedy su molte riviste/fanzine cartacee e on line. Quando non scrivo dipingo. Quando non dipingo scolpisco. Quando non scolpisco sono in giro per l’Europa a suonare nei locali più disgraziati con i miei vari progetti musicali”.

Perchè hai scelto di ambientare la serie “Misteri e delitti di Acquanegra” proprio qui?

Devi sapere che molto tempo fa, avevo 4 anni, stavo affogando proprio dove c’è il ponte delle barche di Bereguardo. Un ragazzo mi ha salvato… E per me questo posto è rimasto un luogo mistico… tanto che ci sono venuto ad abitare. Abito poco distante dal Ticino…

 

Proprio dove c’è Acquanegra?

Sì… proprio lì, anche se è una cittadina inventata, proprio come ha fatto Cammilleri con Vigata per Montalbano.

L’esempio non è casuale?

Ho amato Cammilleri, ma non mi permetto di accostarmi a lui…

Quali sono i tuoi riferimenti letterari?

Ho un modo di scrivere molto “alla francese”, uno dei miei scrittori preferiti è Frédéric Dard, se proprio devo citarne uno… Storie frenetiche, umorismo, intrecci noir, azione… insomma: le mie storie sono scritte per divertire me stesso innanzi tutto. Scrivo quello che mi piacerebbe leggere.

“Delitto metafisico” è il primo romanzo della serie?

La serie inizia proprio con questo “delitto metafisico”, tra le nebbie del pavese, luoghi che per certi versi sono innegabilmente adatti a queste tipologie di gialli/polizieschi con risvolti grotteschi. E prosegue con altri delitti agghiaccianti ma allo stesso tempo ricchi di humor… e sesso. La serie sarà molto lunga… ho molti delitti da scrivere e misteri da svelare… e anche se avessi i piedi immersi nelle risaie, le rane che mi saltano in testa… devo continuare a scrivere… Simenon non l’avrebbe mai fatto…

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