OPERAZIONE CARONTE

Truffe agli anziani: smantellata banda che agiva anche in provincia di Pavia, 27 le vittime raggirate

Il loro modus operandi era tanto semplice quanto efficace: quello del finto avvocato e del finto incidente

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Operazione "Caronte": smantellata associazione a delinquere specializzata in truffe agli anziani. Agivano tra Lombardia e Piemonte: 27 le vittime raggirate.

 

Truffe agli anziani

La Polizia di Stato di Vercelli ha eseguito un'importante operazione che ha smantellato un'associazione a delinquere specializzata nelle truffe agli anziani. Gli agenti della Squadra Mobile di Vercelli, con il supporto delle squadre mobili di Piemonte e Valle d'Aosta e sotto la direzione del Servizio Centrale Operativo, stanno eseguendo numerosi arresti disposti dalla Procura della Repubblica.

Truffe anche in provincia di Pavia

L'operazione, denominata "Caronte" e guidata dal Sostituto Procuratore Rosamaria Iera, ha rivelato l'entità delle attività fraudolente del gruppo criminale, responsabile di ben 27 truffe nelle province di Vercelli, Novara, Biella, Lodi, Alessandria, Pavia, Varese, Como, Milano e Monza.

Il finto incidente

Il modus operandi della banda era tanto semplice quanto efficace. Le vittime, spesso anziane, ricevevano una telefonata da qualcuno che si spacciava per un ufficiale delle forze dell'ordine, un avvocato o persino un familiare. Veniva raccontato un finto incidente stradale in cui un parente della vittima era stato coinvolto, e per evitare gravi conseguenze legali o sanitarie, veniva richiesto il pagamento immediato di una somma di denaro. In caso di impossibilità di pagare, i truffatori convincevano le vittime a consegnare loro tutti i monili e gli oggetti preziosi in loro possesso.

Sottratti beni per 400mila euro

L’indagine iniziata ad aprile dell’anno scorso ha accertato, inoltre, che il danno complessivo dei beni asportati ammonta a circa 400 mila euro tra contanti e preziosi sottratti alle vittime dei raggiri.

Dall’attività investigativa è emersa l’assoluta versatilità ed interscambiabilità dei sodali, che potevano fungere tanto da telefonisti chiamati a trarre in inganno le anziane vittime quanto da sedicenti incaricati al ritiro dei preziosi, talvolta qualificandosi come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, come addetti dell’Ospedale, impiegati di uno studio legale o addirittura come parente stretto della vittima.

Intestatari di 150 veicoli

L’affiliazione all’associazione inoltre di alcuni soggetti italiani dediti alla ricettazione dei preziosi ha permesso al gruppo di far sparire in breve tempo i monili sottratti alle vittime, così come alcuni degli appartenenti all’associazione criminale sono risultati intestatari di oltre 150 veicoli, usati di volta in volta dal gruppo per colpire nelle varie Province del Nord Italia senza lasciare tracce del loro passaggio

Grazie alle indagini meticolose e alla collaborazione tra le diverse squadre mobili, le forze dell'ordine sono riuscite a raccogliere prove sufficienti per procedere con gli arresti e interrompere l'attività criminale del sodalizio. 

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