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Truffa sventata a Pavia: la Squadra Mobile arresta due giovani, salvati gioielli e risparmi di un’anziana

Decisivo l'intuito degli agenti che hanno intercettato la vittima davanti alla banca: refurtiva recuperata

Truffa sventata a Pavia: la Squadra Mobile arresta due giovani, salvati gioielli e risparmi di un’anziana

La Squadra Mobile di Pavia ha sventato una truffa ai danni di un’ottantunenne, arrestando in flagranza due giovani che si erano finti carabinieri per sottrarle gioielli. L’intervento tempestivo degli agenti, insospettiti dal comportamento della vittima, ha permesso il totale recupero della refurtiva.

Truffa sventata a Pavia

Non è stata una segnalazione a far scattare l’allarme, ma l’occhio esperto di chi la strada la vive ogni giorno. Un dettaglio, all’apparenza banale, è diventato il filo d’Arianna che ha permesso alla Squadra Mobile di Pavia di smascherare l’ennesimo tentativo di sciacallaggio ai danni di una persona fragile. Mercoledì 6 maggio 2026, quella che doveva essere una tranquilla giornata per un’anziana di 81 anni si è trasformata in un incubo a lieto fine, grazie a un intervento condotto con precisione millimetrica.

L’intuizione davanti all’istituto di credito

Tutto ha avuto inizio durante un normale servizio di controllo del territorio. Mentre pattugliavano le vie del centro, gli agenti della Mobile hanno notato un taxi fermarsi davanti a una banca. A scendere è stata una donna di 81 anni con evidenti difficoltà motorie. A colpire l’attenzione dei poliziotti non è stata solo la fragilità della donna, ma il suo comportamento: era incollata al telefono in una conversazione serrata e concitata, un segnale tipico dei raggiri telefonici in cui i truffatori impediscono alla vittima di riagganciare per non lasciarle il tempo di riflettere o chiedere aiuto.

Il finto “Maresciallo”

Intuendo il pericolo, gli investigatori hanno deciso di non intervenire subito, ma di monitorare ogni spostamento della donna, seguendola discretamente fino alla sua abitazione. All’interno delle mura domestiche stava andando in scena un copione drammaticamente noto: un interlocutore, spacciatosi per un “Maresciallo dei Carabinieri”, stava terrorizzando l’anziana spiegandole che il figlio era detenuto in caserma a causa dell’acquisto di un’auto rubata. Per garantirne la libertà, la donna avrebbe dovuto consegnare immediatamente una “cauzione” in denaro o gioielli. Sotto uno stress emotivo insostenibile, l’ottantunenne ha ceduto, consegnando i propri preziosi a due complici che si erano presentati puntuali sotto il suo condominio.

L’arresto in flagranza

La protezione degli uomini della Squadra Mobile si è palesata nel momento della verità. Gli agenti sono entrati in azione proprio mentre i due sospetti stavano uscendo dall’edificio con il bottino ancora tra le mani. I due giovani, di 22 e 28 anni di origini egiziane e residenti a Matera e Torino, sono stati bloccati e arrestati in flagranza di reato per truffa pluriaggravata. La refurtiva è stata recuperata integralmente e riconsegnata alla vittima sul posto.

Prevenzione

Oltre al recupero dei beni materiali, l’intervento della Polizia ha evitato il trauma psicologico di un crimine portato a termine. L’anziana, dopo essere stata rassicurata dagli agenti sulla reale incolumità del figlio, ha potuto formalizzare la denuncia. I due arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Pavia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’episodio sottolinea ancora una volta l’importanza della vigilanza attiva e del legame di fiducia tra cittadini e forze dell’ordine nella lotta ai reati predatori contro le fasce più deboli della popolazione.