INUTILI I SOCCORSI

Tragedia a Vigevano: recuperato il corpo di un giovane nel fiume Ticino

L'allarme lanciato da un barcaiolo nella zona della lanca dell'Ayala: è il secondo dramma in poche settimane nelle acque del fiume

Tragedia a Vigevano: recuperato il corpo di un giovane nel fiume Ticino

Ieri, mercoledì 17 giugno 2026, i soccorritori hanno recuperato il corpo di un giovane nel fiume Ticino, a Vigevano, dopo l’allarme lanciato da un barcaiolo. Si tratta del secondo dramma in poche settimane nella stessa zona, dopo la recente morte del 23enne Rida Attaui (foto di copertina).

Tragedia a Vigevano

Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 17 giugno 2026, ennesimo dramma della stagione nella acque del fiume Ticino. Intorno alle 18:00, i soccorritori hanno individuato ed estratto il corpo senza vita di un giovane ragazzo, recuperato lungo la sponda destra del fiume nel tratto compreso tra il ponte del Ticino e la lanca dell’Ayala, nel territorio comunale di Vigevano.

L’allarme

L’allarme è scattato quando un uomo, che si trovava a bordo di una barca lungo il corso d’acqua, ha notato la sagoma del giovane in evidente stato di difficoltà. Il testimone ha riferito di aver visto il ragazzo annaspare vistosamente prima di scomparire sotto la superficie della corrente. Comprendendo immediatamente la gravità della situazione, ha allertato i numeri di emergenza, mettendo in moto la macchina dei soccorsi.

L’intervento dei soccorritori

La macchina operativa si è attivata tempestivamente con l’arrivo in loco delle squadre dei Vigili del Fuoco e degli agenti della Polizia di Stato. Le operazioni di perlustrazione e setacciamento dello specchio d’acqua sono andate avanti ininterrottamente per circa due ore. Lo sforzo congiunto dei soccorritori ha permesso, verso il tramonto, di individuare il corpo ormai esanime del giovane e di riportarlo a riva. Non sono state ancora rese note le generalità della vittima.

Le ipotesi

Gli investigatori della Polizia non escludono alcuna pista in merito al decesso. Sebbene l’ipotesi di un drammatico incidente o di un malore improvviso durante la balneazione resti concreta, si sta valutando attentamente ogni elemento anche per comprendere se possa essersi trattato di un gesto volontario.

La morte di Rida Attaui

Quello di ieri è il secondo tragico episodio registrato nel medesimo perimetro fluviale nel giro di pochissime settimane. All’inizio del mese di giugno,infatti, le acque del Ticino avevano già strappato alla vita Rida Attaui, un ragazzo di soli 23 anni, annegato mentre cercava refrigerio con un bagno all’altezza del ponte nuovo. Questa dolorosa sequenza di eventi riaccende i riflettori sulla pericolosità intrinseca del fiume, le cui correnti insidiose continuano a rappresentare un rischio altissimo, sollevando nuovamente interrogativi sulla consapevolezza dei pericoli legati alla balneazione in aree non protette.