Una 23enne è stata arrestata a San Genesio ed Uniti per maltrattamenti in famiglia dopo che la compagna, per sfuggire a una violenta aggressione, si è lanciata dal balcone e ha riportato lesioni con prognosi di 30 giorni. La Polizia ha ricostruito un episodio di violenza con uso di oggetti contundenti e un tentativo di strangolamento, in un contesto già segnato da precedenti interventi per liti familiari.
Maltrattamenti in famiglia
Un volo dal primo piano, come unica via di fuga da una violenza che stava diventando mortale. È finita così, nelle prime ore dello scorso 19 aprile, l’ennesima lite tra due giovani donne in un appartamento di San Genesio ed Uniti. Una scena drammatica che ha portato all’arresto in flagranza di una 23enne, ora accusata di maltrattamenti in famiglia dopo aver ridotto la compagna in fin di vita.
Una fuga disperata dal primo piano
L’allarme è scattato quando una chiamata d’emergenza ha raggiunto il 112. Dall’altro capo del filo, una voce terrorizzata chiedeva aiuto: per sottrarsi a un’aggressione di inaudita ferocia, la donna non aveva trovato altra soluzione se non quella di scavalcare la ringhiera e lanciarsi dal balcone della propria abitazione. Quando le Volanti della Polizia di Stato sono giunte sul posto, hanno trovato la vittima a terra, scossa e ferita.
La ricostruzione delle violenze: bastoni e guinzagli
Secondo quanto ricostruito dagli agenti e dalle prime testimonianze della vittima, la lite sarebbe degenerata in pochi istanti in una vera e propria spedizione punitiva tra le mura domestiche. La 23enne avrebbe prima colpito la compagna ripetutamente con il manico in legno di una scopa, per poi tentare di strangolarla utilizzando un guinzaglio per cani.
All’interno dell’appartamento, i poliziotti hanno identificato la giovane autrice dell’aggressione e posto sotto sequestro gli oggetti del reato, che presentavano evidenti segni della colluttazione.
Prognosi di 30 giorni
La vittima è stata immediatamente trasportata al Pronto Soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia: i medici le hanno riscontrato un trauma cranico, lesioni cutanee al collo compatibili con lo strozzamento e diverse contusioni su tutto il corpo. La prognosi è di trenta giorni.
Un passato di gelosia e violenze reiterate
Le indagini seguite all’arresto hanno portato alla luce un quadro clinico di violenza domestica già noto alle forze dell’ordine. Gli accertamenti nelle banche dati hanno infatti rivelato che la Polizia era già dovuta intervenire in passato in quello stesso appartamento per episodi analoghi, quasi sempre scatenati da una gelosia ossessiva.
In carcere
Data la gravità dell’aggressione e il pericolo di reiterazione del reato, la giovane “aggreditrice” è stata tratta in arresto. Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura di Pavia, la 23enne è stata trasferita presso il carcere di “San Vittore” a Milano, dove resta in attesa di giudizio.