LA SVOLTA

Tamponi in 60 minuti invece di 7 ore, lo studio completato al San Matteo di Pavia

La riduzione dei tempi e la possibilità di decentralizzare le analisi potrebbero rappresentare una svolta nella lotta al coronavirus e una boccata d'ossigeno per il sistema sanitario.

Tamponi in 60 minuti invece di 7 ore, lo studio completato al San Matteo di Pavia
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La multinazionale che opera nei laboratori dell’Insubria Biopark di Gerenzano (Va) ha messo a punto un nuovo test molecolare per avere risposta dai tamponi in 60 minuti e accelerare così la diagnosi per il Coronavirus. Lo studio condotto allo Spallanzani di Roma e al San Matteo di Pavia.

Coronavirus, tamponi in 60 minuti

Sono stati completati nei giorni scorsi allo Spallanzani di Roma e al San Matteo di Pavia gli studi necessari all’approvazione delle certificazioni di un nuovo test molecolare per l’identificazione del coronavirus COVID-19. Ad oggi, effettuato il tampone per sapere della positività o meno di un paziente era necessario attendere tra le 5 e le 7 ore. Ora, grazie alle ricerche della multinazionale DiaSorin sviluppate a Gerenzano (Va) nel centro di ricerca all’interno dell’Insubria BioPark sarà possibile avere i risultati in 60 minuti.

Pronto alla commercializzazione

Gli studi eseguiti a Roma e Pavia permetteranno al test di essere commercializzato in Europa col marchio CE ed entro la fine del mese sarà presentato alla Food And Drug Administration per l’utilizzo americano. Il test potrà essere eseguito sull’analizzatore Liaison MDX, una tecnologia acquisita nel 2016 dalla multinazionale e pensata originariamente per fornire risposte diagnostiche rapide sia per uso militare sia civile. Ottocento di questi analizzatori sono già in uso nei primari istituti ospedalieri europei ed americani e usati per le infezioni stagionali, virali e batteriche per le quali serve una diagnosi chiara in tempi rapidi.

Una svolta

Una riduzione così drastica nei tempi per il tampone si potrebbe tradurre in una boccata d’ossigeno per il sistema sanitario oggi in piena emergenza: nell’arco di un’ora si saprà se il paziente dovrà essere ricoverato o potrà essere dimesso, e la tecnologia permetterà di decentralizzare i test per la diagnosi del coronavirus. Il test, assicurano dall’azienda, “seguirà il protocollo raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che mira ad analizzare diverse regioni del genoma virale per ridurre al minimo l’impatto di possibili mutazioni future”.

“Ricerca subito attivata”

A spiegare le ricerche Giulia Minnucci, R&D Directori Europe di DiaSorin:

“Ci siamo attivati non appena sono state rese pubbliche le informazioni sulla sequenza genetica del virus, collaborando con i Centri di Riferimento italiani e statunitensi per sviluppare test molecolari veloci e accurati per fronteggiare questa emergenza sanitaria. Abbiamo analizzato oltre 150 sequenze virali pubblicate oggi nel database mondiale delle banche genetiche e disegnato un test destinato a rilevare tutte le varianti attualmente conosciute del Coronavirus COVID-19″.

“L’epidemia di Coronavirus ha creato allarme a livello mondiale e ha sottoposto i sistemi sanitari a forti pressioni dovute alla necessità di dotare i laboratori di test diagnostici in grado di identificare il nuovo ceppo del virus – aggiunge  John Gerace, Presidente di DiaSorin Molecular – Riteniamo di fondamentale importanza sviluppare un test per l’identificazione del Coronavirus in grado di fornire risultati precisi in tempi rapidi e orientare al meglio le decisioni”.

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